ROMA – Il governo spagnolo ha approvato i due decreti legge sulla cosiddetta riforma abitativa, un piano in 21 punti che prevede sgravi fiscali per i piccoli proprietari, il rinnovo automatico dei contratti di locazione e, soprattutto, un fondo da 10 miliardi di euro per giovani e famiglie per l’acquisto della prima casa, che consisteranno in prestiti a tasso zero fino a 50mila euro. “Questo governo non getta la spugna né abbandona il popolo” ha dichiarato in conferenza stampa Sanchez, dopo l’approvazione della riforma in Consiglio dei ministri.
Aprobamos 21 medidas para facilitar el acceso al alquiler asequible y a la compra, crear más oferta, dar estabilidad a la gente y combatir la especulación.
Para ello, creamos una línea de financiación de 10.000 millones de euros que dará préstamos de hasta 50.000 € sin… pic.twitter.com/xzq6cRAXno
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) October 6, 2026
Questa mossa arriva dopo le dimissioni annunciate da Sanchez, che ha sciolto le Camere e annunciato legislative anticipate al 29 novembre, al culmine di proteste popolari contro il caro-affitti e la crisi degli alloggi. L’esecutivo guidato dai socialisti di Psoe aveva per due volte sottoposto il ‘Piano casa’ al voto del Parlamento, incassando altrettante bocciature. In particolare il “no” è arrivato dalla destra dei Popolari e di Vox, ma decisivo è stato quello dei catalani di Junts, nonostante fossero parte della coalizione.
Nonostante governo e Parlamento attendano il rinnovo, Sanchez ha deciso di puntare sulla norma costituzionale che, in casi di particolare necessità e urgenza, consente al governo uscente di adottare decreti che poi entro 30 giorni passano al vaglio della Commissione parlamentare permanente, un organo che rispecchia gli equilibri dei partiti ma che – essendo composto da un numero minore di membri – non sarà dipendente dal voto di Juntos. Una mossa, questa, secondo alcuni analisti, con cui Sanchez ha ufficialmente aperto anche la campagna elettorale.
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