ROMA – Elly Schlein e Giuseppe Conte a Montecitorio si sfiorano ma non si incontrano, si sparlano ma non si sposano, si messaggiano ma non si capiscono, si frecciano ma non si folgorano. Non è amore, non è simpatia, non è interesse. Forse, è sopravvivenza. Ma il matrimonio s’ha da fare, in un rovesciamento del Manzoni, in pieno romanzo politico e popolare. Forse la parola giusta è “necessità”, la necessità di avere un’alleanza che funziona, che sfida il “rassemblement Melonì” che sognano in Francia ma per una volta nella storia è in Italia.
NEL CAMPO LARGO RAPPORTI CONGELATI TRA I LEADER PD-M5S
L’urgenza di arrivare alla quadra (parola del trattato di geometria politica del fu Bossi Umberto da Gemonio) nel Campo largo sembra mancare l’appuntamento. Ma il quadretto che il cronista della Dire, lo svelto Antonio Bravetti, ha spennellato sulla quasi-collisione-abbraccio nel retroscena parlamentare tra Schlein e Conte è il sismografo della relazione complicata tra i due (e non solo su Facebook). Non si cuoricinano, Elly e Giuseppe, sono in freddo in un clima che si sta surriscaldando per inerzia, perché in Parlamento, quindi dentro l’istituzione, dove accadono cose che diventano legge, si materializzano decisioni spesse, importanti. Il centrodestra è a un passo dall’approvazione della riforma elettorale, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta scrivendo la Legge di Bilancio, la cui discussione è già in via di maturazione e raccolta, c’è un dibattito aperto nel centrodestra (e anche nel centrosinistra) sulla data delle elezioni. Sarà primavera? La legislatura di diritto e di rovescio, di sopra di sotto, volge al termine.
PROBLEMI A DESTRA E CAOS A SINISTRA (SPAGNA DOCET)
Ci sono problemi in entrambi i poli. L’incognita Vannacci nel centrodestra c’è, ma dopo l’elezione di Reggio Calabria qualcosa è cambiato nella narrazione, nel racconto del generale infallibile. I sondaggi lo danno in calo, le stellette non brillano, i social sono appannati. Dall’altra parte, a sinistra, le cose sono, se possibile, ancor più caotiche. Bonelli e Fratoianni e cespugli di varia estrazione socialista hanno un percorso di opposizione anticapitalista che segue le orme dei democratici americani e dei socialisti spagnoli. Storie non proprio di successo, se consideriamo soprattutto quello che sta accadendo in Spagna. Un governo che è caduto in una trappola tesa da se stesso e Pedro Sanchez che ha indetto elezioni anticipate per il 29 novembre. Se il punto di riferimento è un governo imploso sui suoi errori – e sulla casa, bene primario degli italiani – allora il Pd rischia di scendere nell’arena senza spada e muleta. E Conte? Leader solitario, conducator del Movimento 5 Stelle, aveva addirittura proposto a Elly, rivela con tempismo da guastatore, un federatore. Lei ha detto no e a questo punto si spalancano i cancelli della sfida all’Ok Corral delle primarie. Per la cronaca storica: la sparatoria a Tombstone, Arizona, durò una trentina di secondi. Qui potrebbe durare settimane, d’altronde la via è stretta e il Campo è largo
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