venerdì, 9 Ottobre 26

La nota politica di Mario Sechi | La tentazione nell’opposizione: ‘chiamare’ anche in Italia la protesta degli studenti? Ma è un gioco a perdere

PoliticaLa nota politica di Mario Sechi | La tentazione nell’opposizione: ‘chiamare’ anche in Italia la protesta degli studenti? Ma è un gioco a perdere

ROMA – Il caos nelle piazze francesi, colme di ideologia anti-occidentale (e non di reali problematiche sulla scuola), è lo specchio di una crisi d’identità europea più ampia, che trae origine dalla disintegrazione delle comunità immigrate. Questa instabilità della Francia contrasta nettamente con la situazione italiana, dove il governo Meloni ha garantito una stabilità politica senza precedenti, superando le fratture che paralizzano altri governi europei, come quello tedesco che ha forze declinanti e problemi di competizione estrema a destra (AfD) e a sinistra (Linke).

Il centrodestra italiano ha offerto un modello di governabilità prima berlusconiano (“l’attacco a tre punte” del Cavaliere) e poi attraverso la costruzione di un’alleanza a trazione meloniana, una nuova destra in fieri, pragmatica, realista, che ha gestito un’ondata di shock multipli: guerre, energia e rivoluzione tecnologica, in uno scacchiere internazionale dove i pezzi si sono rimescolati come poche volte nella storia.

Il calendario è chiaro: approvata la riforma elettorale, tocca alla legge di bilancio e poi si vota. Quando? La logica di questo scenario sarebbe accelerare il ritorno alle urne in primavera, per capitalizzare la stabilità e i risultati di governo, per ottenere un nuovo mandato. L’Italia non ha una crisi di identità come la Francia e la Germania (dove perfino l’ex capo dei Servizi si era venduto ai nemici stranieri, segno di una fragilità strutturale dello Stato tedesco).

A Parigi le manifestazioni studentesche sono un pretesto per veicolare un’agenda ideologica (antiamericanismo, antisionismo, antisemitismo) guidata da frange violente e masse immigrate non integrate. Parallelamente, la Germania trema di fronte a un “terremoto politico”. Per non parlare della Spagna, dove Pedro Sanchez ha fatto e disfatto il suo governo con un assalto alla proprietà privata, un inconcepibile morso al collo delle famiglie, che è naufragato in Parlamento. Sono fatti che rappresentano un modello di instabilità europea. L’Italia, pur avendo fronti di ordine pubblico e frange estremiste (anarchici, antisemiti, filo-islamisti e ombre filo-putiniane), non presenta un livello di disordine paragonabile a Parigi, Berlino e Madrid. Qualcuno nell’opposizione pensa che anche in Italia sia ora di “chiamare” la protesta degli studenti? Sarebbe il tentativo di sporcare il gioco democratico con il caos e alla fine arriverebbe l’inevitabile bocciatura degli elettori che non cercano il salto nel buio ma un porto sicuro, a maggior ragione mentre il mare è in tempesta. 
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