venerdì, 9 Ottobre 26

FIMAA Italia, compravendite stabili in 2026, prezzi in leggera crescita

AttualitàFIMAA Italia, compravendite stabili in 2026, prezzi in leggera crescita

Roma, 8 ott. (askanews) – Compravendite immobiliari stabili nel 2026, ma prezzi in leggera crescita. Il mercato delle locazioni, invece, mostra qualche segnale di miglioramento, ma permane il forte squilibrio tra domanda e offerta e il trend non subirà variazioni significative nei mesi a venire. Sono le previsioni formulate da FIMAA Italia-Confcommercio nell’indagine sull’andamento del mercato immobiliare residenziale italiano relativa al secondo quadrimestre 2026.

Il report evidenzia che il mercato delle compravendite si è attestato sui livelli di scambi robusti già registrati nelle rilevazioni precedenti. I prezzi continuano a crescere (+4% nel secondo trimestre, con le abitazioni nuove in aumento del 5% e quelle esistenti al di sotto del 4%) ma – dopo i picchi registrati tra il 2024 e il 2025 – si stanno progressivamente riallineando all’andamento della domanda. Circa il 66% degli esperti FIMAA ritiene che la domanda nel secondo quadrimestre si sia attestata agli stessi livelli registrati in precedenza, e prevede un trend positivo per l’ultima parte dell’anno. Anche per quanto riguarda l’offerta, prevalgono i giudizi sulla stabilità, ma la percentuale relativa al secondo quadrimestre si è assottigliata (51%), mentre per una quota rilevante degli analisti l’offerta è calata (34%). Per quanto riguarda i prossimi mesi, gli intervistati ritengono insufficiente la disponibilità degli immobili, anche se il divario rispetto alla domanda si sta riducendo: questa dinamica porterà a un graduale riequilibrio del mercato. Sottolineano tuttavia che i potenziali acquirenti richiedono spesso standard qualitativi elevati che gli immobili attualmente disponibili non possiedono. Sul fronte dei prezzi, l’andamento è rimasto stabile (61% circa) o in crescita (quasi 31%). Per i mesi a venire le aspettative sono positive: il valore degli immobili dovrebbe registrare una crescita più accentuata rispetto al numero degli scambi. “Il principale fattore che guiderà le compravendite – commenta il Presidente di FIMAA Italia Santino Taverna, – è la resilienza degli immobili come bene rifugio dei risparmi. In questa proiezione si sono espressi il 47% degli intervistati. Cresce la richiesta di immobili “GREEN” e di prodotto nuovo o riqualificato (per il 23% intervistati), anche se nel residenziale il nuovo rappresenta poco più del 6% delle compravendite.

La domanda di investimento resta sostenuta (per il 20% degli operatori) mentre l’andamento dei mutui si attesta su livelli più contenuti (11%). Un dato positivo nel quadro generale”. Per quanto riguarda le criticità che frenano il mercato, “il fattore principale è determinato dal divario tra prezzi di vendita e reddito da lavoro – prosegue Taverna. Si registra la svalutazione dell’usato non efficientato energeticamente o da ristrutturare (per il 24% degli intervistati). Influisce purtroppo negativamente la rigidità di alcuni istituti di credito per l’erogazione dei mutui (poco al di sotto del 20% degli intervistati) la carenza di un’offerta di qualità e la scarsità di nuove abitazioni (per il 18% degli operatori)”. Nel mercato delle locazioni, gli operatori del settore prevedono un lieve miglioramento del numero dei contratti nell’ultima parte dell’anno, con attese positive sui canoni di locazione. Per il 2026 le previsioni evidenziano un numero in crescita dell’1% dei contratti rispetto al 2025, con canoni medi in aumento (oltre il 4%).

“Nel secondo quadrimestre 2026 – sottolinea il responsabile del report FIMAA, Gian Luca Sondali – circa il 71% degli operatori ha segnalato una domanda in ulteriore aumento a causa delle difficoltà di accesso all’acquisto della casa. Pesano fattori come l’aumento dei prezzi delle abitazioni, la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e il livello ancora elevato dei tassi dei mutui. L’offerta di immobili in locazione al contrario rimane insufficiente e per il 49% degli intervistati è in costante riduzione”.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, i contratti ordinari di lungo periodo – anche se restano la formula più usata – calano di oltre il 2%, mentre quelli ordinari transitori sono sostanzialmente stabili. In netta crescita i contratti agevolati, sia transitori (+7% circa), sia di lungo periodo (oltre l’8% in più). “Il mercato si sta orientando anche su contratti brevi e agevolati – osserva Andrea Oliva, Responsabile dell’Ufficio Studi di FIMAA Italia – un dato che evidenzia la necessità di riformare la legge sulla locazione. Per sbloccare l’offerta di unità in locazione e soddisfare una domanda in crescita, occorre introdurre contratti con maggior flessibilità e garantire una maggiore tutela dei proprietari nei casi di morosità e di sfratto”.

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