venerdì, 9 Ottobre 26

Ia, grossista ammette vendita di grandi quantità libri ad Anthropic

AttualitàIa, grossista ammette vendita di grandi quantità libri ad Anthropic

Roma, 8 ott. (askanews) – Uno dei principali grossisti editoriali giapponesi ha ammesso di aver venduto grandi quantitativi di libri alla società americana di intelligenza artificiale Anthropic, suscitando preoccupazione nell’industria editoriale nipponica per il possibile utilizzo delle opere nell’addestramento dei sistemi di Ia senza il consenso degli autori e degli editori. Lo ha riferito all’agenzia di stampa Kyodo una fonte del settore editoriale, secondo la quale Nippan Group Holdings, società madre della Nippon Shuppan Hanbai, ha confermato le transazioni rispondendo a una richiesta di chiarimenti dell’Associazione degli editori giapponesi.

La vicenda è emersa dopo che alcuni documenti depositati nell’ambito di una causa per violazione del diritto d’autore negli Stati uniti hanno rivelato che Anthropic aveva avviato trattative con una società denominata “Nippan Japan” per acquistare libri in grandi quantità.

In una lettera datata 17 settembre, l’Associazione degli editori giapponesi ha chiesto a Nippan Group Holdings di chiarire se tra i volumi venduti ad Anthropic figurassero anche opere pubblicate dalle case editrici associate. L’organizzazione ha inoltre sollevato la questione della vendita di grandi quantitativi di libri a clienti stranieri senza la preventiva autorizzazione degli editori.

Secondo la fonte, il gruppo ha riconosciuto che una delle sue società aveva venduto libri ad Anthropic per circa un anno, a partire dal dicembre 2024, sostenendo tuttavia di non essere stato a conoscenza del fatto che gli acquisti fossero destinati all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale.

La vicenda ha alimentato i timori degli editori giapponesi che i volumi possano essere stati sottoposti a un processo di digitalizzazione distruttiva, che prevede il taglio del dorso dei libri per consentire la scansione delle singole pagine e la successiva trasformazione dei testi in dati utilizzabili per l’addestramento dell’Ia. Non è stato tuttavia accertato se i libri venduti siano stati effettivamente trattati in questo modo.

“Sarebbe deplorevole se la società avesse venduto i libri sapendo che sarebbero stati utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato la fonte, sottolineando che, a giudizio degli editori, la fornitura di opere destinate a questo scopo dovrebbe richiedere il preventivo consenso degli autori e delle case editrici.

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