ROMA – “Io conosco la verità. Sono costretta a difendermi da conoscenti sciocchi che credono a tutto questo. Anche ipoteticamente, è semplicemente impossibile far fuoriuscire il contenuto o rompere la provetta. Hanno semplicemente lasciato morire mia figlia”: sono le parole di Svetlana Shelipova, madre di Daria, la ricercatrice di 28 anni morta in Siberia a Irkutsk l’1 ottobre. Secondo la donna, che a sua volta è ricercatrice, la ‘storia’ della provetta rotta all’interno del laboratorio (vulgata che ha preso piede sui media ma non ha trovato fino ad ora conferme ufficiali) non è credibile. Svetlana Shelipova è stata intervistata da un media locale e la sua intervista è stata rilanciata dal quotidiano Sole 24 ore online. È stato intervistato anche un amico della ragazza, che non ha nascosto la sua rabbia: “Hanno infangato il suo nome senza nemmeno scoprire cosa fosse successo”. Insomma, famiglia e amici non credono affatto che la ragazza si sia contagiato per un suo errore legato a una provetta.
LA DISINFESTAZIONE NEL PALAZZO DI DARIA
Intanto, le voci su web e social continuano a rincorrersi. Alcuni media locali, ieri, hanno parlato di un secondo decesso, ma la Russia ha smentito categoricamente. E c’è un’altra notizia che circola: il palazzo in cui la ricercatrice viveva è stato disinfettato almeno tre volte dalla sua morte (avvenuta l’1 ottobre). La versione ufficiale, però, scrive il Sole 24 ore online, è che si sia trattato di un intervento per combattere gli scarafaggi. E nonostante le autorità sanitarie russe continuino a negare l’emergenza o il rischio di una epidemia a Irkutsk, il Telegraph ha raccontato di persone, in Siberia, molto preoccupate e grande agitazione nella regione a causa della carenza di informazioni. In molti pensano che siano state adottate misure di sicurezza inadeguate: sarebbero introvabili infatti i tamponi per i test e a chi ha provato a chiedere, è stato risposto di rivolgersi dal medico solo in caso di sintomi.
IL CREMLINO: “TANTE NOTIZIE FALSE”
“I media stanno diffondendo molte notizie, e la stragrande maggioranza di ciò che i media riportano su questa situazione sono informazioni false”, ha detto il portavoce Dmitrij Peskov, a chi gli ha chiesto un commento sulla richiesta di maggior informazioni arrivata dall’Oms.
E ci sono anche gli Stati Uniti a far sentire la propria voce e a chiedere “informazioni” chiare alla Russia. Tanto che il presidente Trump ha fatto sapere di avere una telefonata ‘organizzata per parlarne direttamente con Putin. Ma la risposta arrivata dal Cremlino pare gelida. Il portavoce Peskov, ha fatto sapere Abc News, ha smentito: “Nessuna telefonata fra il presidente russo e quello americano è stata concordata”. Eppure, gli Usa hanno fatto partire una richiesta diplomatica ufficiale ma riservata in cui il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali in materia di comunicazione in ambito sanitario.
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