venerdì, 9 Ottobre 26

Trump: “La peste in Siberia un’arma biologica? Non lo crediamo ma la Russia non dice molto”. L’Oms: “Informazioni insufficienti per valutare i rischi”

MondoTrump: “La peste in Siberia un’arma biologica? Non lo crediamo ma la Russia non dice molto”. L’Oms: “Informazioni insufficienti per valutare i rischi”

ROMA – Gli Stati Uniti non credono che la morte di Darya Shipilova, tecnico di laboratorio di un istituto di ricerca in Siberia sia collegata a un’arma biologica. A dirlo, e a rassicurare il mondo, è lo stesso Donald Trump, rispondendo ai cronisti nello Studio Ovale. Ma il presidente degli Usa ha riconosciuto che Mosca non è stata molto trasparente nel fornire informazioni: “La Russia non dice molto”. 

Trump ha quindi minimizzato i timori che, dietro al presunto focolaio di peste a Irkutsk, si possa nascondere una pericolosa ricerca militare russa per la creazione di micidiali armi biologiche. “Non crediamo. Lo scopriremo presto, ma non lo crediamo”, ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale. “E dicono che è sotto controllo. Quindi, speriamo di no”, ha aggiunto.

Ma il suo giudizio sul grado di condivisione delle informazioni da parte delle autorità russe non è per niente positivo: Trump ha ammesso che i funzionari russi hanno condiviso solo “qualche informazione con il nostro popolo. Ci aspettiamo che ne condividano molte di più”. E ha aggiunto: “Abbiamo esperti brillanti. Sanno tutto quello che sta succedendo e tutte queste informazioni passano attraverso di loro”.

IL GIALLO DELLA TELEFONATA WASHINGTON-MOSCA

Trump ha anche fatto sapere di avere in agenda una telefonata “organizzata” con il presidente russo Vladimir Putin, un’affermazione che aveva già fatto martedì scorso, e che secondo lui si sarebbe svolta “probabilmente” nella ore successive. Il presidente ha detto che la conversazione avrebbe dovuto riguardare proprio la risposta della Russia dopo che alcuni media e personaggi pubblici russi avevano riportato un decesso potenzialmente collegato all’Istituto anti-peste di Irkutsk. Ma al momento i media statunitensi non riportano aggiornamenti su questi colloqui telefonici tra Washington e Mosca.

Anzi, secondo quanto riportato da Abc News, il Cremlino ha affermato che non era stata programmata alcuna telefonata tra i due leader. Mentre la Casa Bianca ha confermato che gli Stati Uniti hanno presentato una formale protesta diplomatica, nota come démarche, in merito alla risposta del governo russo alla presunta morte di un tecnico di laboratorio di un istituto per la lotta alla peste in Siberia, esortando il Paese ad aumentare la trasparenza sull’accaduto. “Abbiamo richiesto ufficialmente ulteriori informazioni al governo russo. Siamo inoltre in contatto ufficiale con altri Paesi in tutto il mondo per condividere informazioni”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato, sempre ad Abc News.

ANCHE PER OMS LE INFORMAZIONI SULLA VICENDA SONO INSUFFICIENTI

Preoccupazione sulla trasparenza delle informazioni è stata espressa ieri anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha dichiarato di non disporre al momento di informazioni sufficienti da parte delle autorità russe per condurre una valutazione completa del rischio, in seguito alla morte di un tecnico di un laboratorio di ricerca sulla peste in Siberia. Già sabato scorso l’OMS ha richiesto alla Federazione Russa ulteriori informazioni, in conformità con il Regolamento Sanitario Internazionale. Lo ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms: “Poiché non disponiamo ancora di un quadro completo dell’evento- ha spiegato- non siamo in grado di effettuare una valutazione esaustiva dei rischi”.
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