MODENA – I prezzi degli affitti a Modena “sono ormai una vera e propria emergenza sociale”. Quindi, anche in questo caso è ‘fuga dalla città’. È quanto emerge dal sondaggio online realizzato da Udicon Emilia-Romagna, associazione di consumatori, che nell’ultimo mese ha analizzato la situazione dei residenti a Modena per mappare l’impatto della crisi abitativa sulle famiglie e sui lavoratori. Dall’indagine emerge “un dato allarmante”, si legge nel report, sull’accessibilità economica: per oltre sette modenesi su dieci (il 71,8%), i prezzi medi richiesti negli annunci immobiliari sono giudicati “totalmente fuori mercato e sproporzionati” rispetto alle reali disponibilità e alle offerte. Una percezione che trova immediato riscontro nella realtà dei bilanci familiari. Per la stragrande maggioranza del campione (l’80%) l’affitto mensile varia tra i 400 e gli 800 euro (spese condominiali escluse). Per più di otto intervistati su dieci (l’82%), la spesa incide per oltre un terzo sul reddito mensile netto, e per quasi un modenese su cinque (il 19,2%) supera addirittura la soglia critica della metà delle entrate mensili familiari. Ecco allora l’effetto: negli ultimi due anni quasi un modenese su cinque (il 17,9%) è già stato costretto a cambiare casa a causa di un affitto diventato “insostenibile”.
Il dato “più preoccupante” riguarda però la stabilità emotiva ed economica delle famiglie: oltre un modenese su due (il 53,8%) dice di vivere “nel terrore” di dover abbandonare la propria abitazione a breve, definendo le proprie spese correnti “al limite”. Per cercare di risparmiare, un terzo degli intervistati ha già dovuto trasferirsi fuori città o sta cercando esclusivamente in provincia. Un ulteriore 27% ci ha pensato “seriamente”, ma è frenato dai costi del trasporto che annullerebbero il risparmio sull’affitto. A peggiorare il quadro sono i filtri d’ingresso e le garanzie aggiuntive imposte da proprietari e agenzie. Per ben sette intervistati su dieci (il 70,5%), la paura della morosità spinge il mercato a effettuare selezioni d’accesso insostenibili (come la richiesta di multipli contratti a tempo indeterminato) o a dirottare gli immobili verso i circuiti turistici, riducendo “drasticamente” lo stock di case disponibili per le famiglie, emerge dall’indagine Udicon.Il giudizio sull’operato delle istituzioni locali, così, diventa severo. Nessuno degli intervistati ritiene “sufficiente” l’attuale azione di sostegno di Regione e Comune per chi è in difficoltà con il canone. Al contrario, la netta maggioranza dei cittadini (il 57,7%) bolla gli interventi pubblici come “del tutto inadeguati”, invocando la necessità di fare molto di più con contributi diretti e interventi d’emergenza concreti. “I dati raccolti a Modena- evidenzia Antonio Rachele, commissario regionale Udicon- non sono semplici statistiche, ma un quadro di disagio reale che riguarda migliaia di famiglie e giovani. Il mercato immobiliare modenese è fuori controllo: quando l’affitto mangia più della metà dello stipendio, si smette di pianificare il futuro. Le attuali misure di sostegno sociale sono percepite come del tutto insufficienti e scollegate dalla realtà. Serve rivedere e potenziare le politiche per la casa, è necessario pubblicizzarle e farle conoscere anche a chi non ha gli strumenti per informarsi in maniera autonoma. È altrettanto fondamentale- conclude Rachele- prevedere poi maggiori tutele per i proprietari virtuosi contro le morosità, così da sbloccare gli accessi, e soprattutto un potenziamento drastico dei fondi per il sostegno all’affitto”.
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