MILANO – Rimanda l’annuncio di candidatura (“mancano 9 giorni alla mia iniziativa del 22 ottobre, non sta bene dire oggi, poi vi mando un messaggio”), si dice certo delle primarie a Milano per la scelta del candidato sindaco di centrosinistra, e butta lì che se “non ci sono le primarie non mi candido”. Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd al Pirellone, uno dei tre dem in campo per palazzo Marino con Anna Scavuzzo e Lorenzo Pacini, para i colpi a “Un giorno da Pecora” su RaiRadio1. Majorino svicola alla provocazione da studio di Giorgio Lauro che gli chiede con Evelina Christillin se sarebbe contento di essere candidato per acclamazione e insiste: “le primarie fanno bene”, ci saranno anche quelle per la premiership nazionale si dice certo: “sarebbe una grande sfida” tra Schlein e Meloni “mi auguro che presto si invertano i ruoli”.
A Milano a un turno, doppio turno o online? “Di solito le abbiamo fatte a turno unico. Se ci sono regole chiare si possono fare anche online, l’importante è che non si smontino i seggi” perchè a Majorino “piace” vedere la gente assieparsi ai seggi.Tornando allo scenario nazionale Majorino respinge il parallelismo scherzoso che viene proposto da studio se stia peggio il Pd o la Juventus. Con una moglie interista “quasi ultrà”, dice il dem, “questo parallelismo non mi piace, è sbagliata l’idea che non sta bene il Pd, Schlein le azzecca tutte”. Ma va prima via Spalletti o Schlein? “Non è valido, di sicuro Schlein no. Sarà la candidata premier, e non solo del Pd”.
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