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Musk sta finanziando le campagna Repubblicana per le elezioni di Midterm con 276 milioni di dollari

MondoMusk sta finanziando le campagna Repubblicana per le elezioni di Midterm con 276 milioni di dollari

ROMA – Elon Musk, zitto zitto, dietro le quinte. L’uomo più ricco del mondo è diventato, in sordina, di gran lunga il maggiore donatore – almeno tra quelli conosciuti nelle elezioni di Midterm. Sta cercando di salvare la maggioranza repubblicana al Senato con alcune delle donazioni più ingenti nella storia politica americana. Lo scrive in un lungo articolo di approfondimento il New York Times.

Nel maggio del 2025 Elon Musk aveva annunciato che in futuro avrebbe speso “molto meno” in politica. La promessa è durata poco più di un anno. Dall’inizio di luglio, secondo il Nyt, ha indirizzato oltre 276 milioni di dollari a gruppi repubblicani e al proprio super PAC. Una cifra che ne fa il maggiore finanziatore delle elezioni di Midterm. I dati sono stati forniti dai suoi stessi rappresentanti al New York Times, alla vigilia della scadenza per le comunicazioni federali.

La parte più cospicua, 158 milioni, è andata al Senate Leadership Fund, il super PAC legato ai vertici del partito al Senato: si tratta del maggior versamento mai incassato da un singolo donatore in un trimestre, e più di quanto l’omologo democratico abbia raccolto da tutti i suoi sostenitori nello stesso periodo. Altri 76 milioni sono confluiti in America PAC, la struttura fondata da Musk nel 2024. Il resto lo ha distribuito tra il Congressional Leadership Fund (20 milioni), il Lone Star Liberty PAC (10), l’Associazione dei governatori repubblicani (10) e quella dei procuratori generali repubblicani (2).

Nel ciclo 2025-26 le donazioni ai comitati federali ammontano a circa 366 milioni, contro i 290 del 2024, quando sostenne la rielezione di Trump. Secondo fonti del New York Times, il totale vero sarebbe più alto, perché esistono contributi a sette cifre veicolati attraverso organizzazioni non tenute a rivelare l’identità dei donatori.Il cuore dell’operazione è il Texas. America PAC vi ha impiegato oltre un terzo delle spese dichiarate, puntando sul porta a porta in uno Stato dove la comunicazione passa di norma dalla tv. Quasi 3.000 attivisti retribuiti, fino a 6,5 milioni di porte bussate nel paese, compensi tra 1,50 e 3 dollari a visita. Il bersaglio non sono gli indecisi ma i conservatori poco inclini al voto, da registrare e portare alle urne. I messaggi insistono sulle questioni transgender e sul presunto socialismo degli avversari, con toni talvolta forzati; online arrivano perfino appelli personalizzati con il nome dell’elettore. I 10 milioni di Musk al suo super PAC sono arrivati quando il candidato al Senato Ken Paxton era molto indietro nella spesa rispetto al rivale, e i 158 milioni al Senate Leadership Fund hanno preceduto la decisione di fine agosto di lanciare una campagna da 149 milioni a suo favore.Eppure non è il Musk del 2024. Spariti i comizi, gli assegni giganti da un milione, l’investimento emotivo su un candidato; su X ha dedicato quest’anno solo quattro post ai candidati più contesi. Il rapporto con Trump, dopo la rottura dell’anno scorso, è ricucito: giovedì il presidente lo ha definito “il nostro Thomas Edison dei giorni nostri”.
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