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Lubrano: «Innovazione, intelligenza artificiale e centralità del paziente, così cresce la medicina del futuro»

AttualitàLubrano: «Innovazione, intelligenza artificiale e centralità del paziente, così cresce la medicina del futuro»

Dal 31° Congresso Nazionale ESRA Italia Chapter di Genova emerge una visione della medicina fondata su ricerca scientifica, sicurezza delle cure, collaborazione tra specialisti e nuove tecnologie. Il presidente designato Giuseppe Lubrano: «L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma il giudizio clinico e la responsabilità del medico restano insostituibili».
«La medicina del futuro avrà a disposizione strumenti sempre più sofisticati, ma il suo valore continuerà a dipendere dalla capacità di mettere le conoscenze al servizio delle persone. Innovazione, sicurezza e centralità del paziente devono procedere insieme, perché ogni progresso scientifico deve tradursi in un beneficio concreto per chi riceve assistenza». È questa la riflessione di Giuseppe Lubrano, professore e presidente designato (President Elect) di ESRA Italia Chapter, a margine del 31° Congresso Nazionale della società scientifica, svoltosi a Genova.

Un appuntamento che ha rappresentato un’importante occasione di confronto per la comunità degli specialisti in anestesia locoregionale, favorendo il dialogo tra ricerca, formazione, innovazione tecnologica e sicurezza delle cure. Un’esperienza che Lubrano giudica estremamente positiva, sottolineando il contributo dei presidenti del Congresso, Marco Scardino, dell’Humanitas di Milano e di origini genovesi, e Fabrizio Fattorini, della Sapienza Università di Roma e attuale presidente di ESRA Italia Chapter.

«A entrambi va il mio apprezzamento per il lavoro svolto e per aver contribuito alla realizzazione di un evento di grande valore scientifico e professionale. Un ringraziamento particolare è rivolto anche ai relatori e ai partecipanti, che hanno reso possibile un confronto ricco di contenuti e prospettive. Questi incontri sono fondamentali per condividere esperienze, valorizzare le competenze e rafforzare una comunità professionale che guarda al futuro con responsabilità e spirito di collaborazione».

Al centro del dibattito congressuale, le prospettive dell’anestesia locoregionale, disciplina in continua evoluzione che riveste un ruolo sempre più significativo nella gestione del dolore e nell’ottimizzazione dei percorsi chirurgici. Secondo Lubrano, la sfida dei prossimi anni sarà accompagnare il progresso tecnologico con investimenti costanti nella formazione e nell’aggiornamento scientifico, senza trascurare la valutazione rigorosa delle nuove tecniche.

«La tecnologia offre opportunità straordinarie, ma sono la competenza del professionista, la capacità di valutazione clinica e la responsabilità delle decisioni a determinare la qualità dell’assistenza. Non basta introdurre strumenti innovativi: occorre dimostrare che il loro utilizzo migliori concretamente la sicurezza e il benessere del paziente».

In questo scenario assume particolare rilievo l’intelligenza artificiale, destinata a incidere profondamente sull’organizzazione sanitaria, sulla ricerca e sulla pratica clinica. Le sue applicazioni possono contribuire all’elaborazione delle informazioni, al supporto dei processi decisionali e alla definizione di percorsi assistenziali sempre più personalizzati.

Lubrano invita tuttavia a considerare queste potenzialità con equilibrio, evitando che l’entusiasmo per l’innovazione faccia perdere di vista il ruolo insostituibile del professionista sanitario.

«L’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa importante, che dobbiamo imparare a utilizzare nel modo più appropriato. Può migliorare numerosi aspetti dell’attività clinica e della ricerca, ma deve essere sempre guidata dall’uomo. Non può sostituire il giudizio del medico, la sua esperienza e, soprattutto, la relazione con il paziente. Deve rimanere uno strumento al servizio dei professionisti, utilizzato con responsabilità, trasparenza e attenzione alla sicurezza».

Un altro elemento strategico per affrontare le trasformazioni della medicina è rappresentato dalla collaborazione tra società scientifiche. La crescente complessità delle discipline sanitarie richiede infatti un confronto multidisciplinare, capace di integrare conoscenze, esperienze e competenze differenti.

«Nessuna società scientifica può affrontare da sola le sfide che ci attendono. Il dialogo consente di individuare obiettivi comuni, promuovere standard sempre più elevati di formazione e sicurezza e costruire percorsi condivisi di crescita professionale».
In questa prospettiva, Lubrano ha evidenziato il valore della partecipazione al Congresso della professoressa Elena Giovanna Bignami, presidente SIAARTI, intervenuta personalmente per portare i saluti della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva.

«La sua presenza ha rappresentato un segnale significativo di attenzione e collaborazione. Rafforzare i rapporti tra le società scientifiche è essenziale per affrontare insieme i cambiamenti della medicina e migliorare costantemente la qualità dell’assistenza».
Il Congresso di Genova si è distinto anche per la capacità di superare i confini tradizionali del confronto scientifico, aprendo spazi di riflessione dedicati allo sport, alla musica e alla dimensione umana della cura.
Una scelta che, secondo il presidente designato di ESRA Italia Chapter, risponde alla necessità di considerare il paziente nella sua complessità, riconoscendo il valore delle emozioni, delle relazioni e del benessere psicologico.
«La medicina non può essere separata dalla persona nella sua interezza. Il nostro lavoro non riguarda soltanto una patologia o una procedura, ma uomini e donne con le loro aspettative, emozioni e storie personali. La competenza scientifica è imprescindibile, ma deve accompagnarsi alla sensibilità e alla capacità di comprendere la dimensione umana di ogni percorso di cura».
Particolarmente significative sono state le sessioni dedicate alla Sport Medicine, che hanno offerto anche l’occasione per richiamare l’impegno della Fondazione Luca Salvadori, attraverso un messaggio di solidarietà, memoria e responsabilità.
«Lo sport rappresenta un veicolo straordinario di valori che appartengono anche alla medicina: rispetto per la vita, prevenzione, preparazione e lavoro di squadra. La collaborazione tra professionisti, proprio come accade nelle discipline sportive, è indispensabile per garantire qualità e sicurezza nella pratica clinica».
L’apertura alla dimensione culturale ha trovato un’ulteriore espressione nella partecipazione di artisti come Jovanotti e Oscar Prudente, protagonisti di momenti che hanno arricchito il programma congressuale attraverso il rapporto tra musica, emozioni e salute.
«La musica possiede una straordinaria capacità di creare connessioni tra le persone. La presenza di questi artisti ha offerto una prospettiva complementare rispetto agli approfondimenti scientifici, ricordandoci che il paziente non è soltanto un insieme di parametri clinici. Curare significa anche comprendere la sua dimensione psicologica e relazionale».
Tra i contributi scientifici di maggiore interesse, Lubrano ha richiamato la lettura magistrale del professor Daniele Piomelli, scienziato italoamericano della University of California, Irvine, School of Medicine, tra i principali esperti internazionali nello studio della cannabis e dei suoi principi attivi.
Un intervento che ha consentito di approfondire un settore della ricerca caratterizzato da importanti prospettive terapeutiche, ma anche da questioni scientifiche e cliniche ancora aperte.
«Lo studio della cannabis richiede un approccio rigoroso, fondato sulle evidenze scientifiche e sulla distinzione tra potenzialità terapeutiche e applicazioni cliniche effettivamente validate. Il confronto con studiosi di rilievo internazionale permette di ampliare le conoscenze e promuovere un’informazione corretta e consapevole su argomenti che suscitano grande attenzione».
Guardando al futuro, Lubrano considera il suo prossimo incarico alla guida di ESRA Italia Chapter soprattutto una responsabilità nei confronti della comunità professionale. L’obiettivo è consolidare i risultati raggiunti, garantendo continuità al percorso avviato dall’attuale presidente Fabrizio Fattorini, con il quale è già in corso un’intensa collaborazione.
«Intendo proseguire il cammino proficuo intrapreso dal professor Fattorini, valorizzando il lavoro svolto e sviluppando nuove opportunità di crescita. Ritengo fondamentali l’ascolto, il coinvolgimento dei colleghi, la diffusione della cultura scientifica e la promozione di una pratica clinica sempre più attenta alla sicurezza del paziente».
Le priorità riguarderanno dunque il rafforzamento della formazione specialistica, l’aggiornamento professionale, il confronto interdisciplinare e l’integrazione delle tecnologie emergenti, con particolare attenzione alle applicazioni dell’intelligenza artificiale.
«Dobbiamo continuare a investire nella preparazione dei professionisti e nella collaborazione con le altre società scientifiche. Le innovazioni devono diventare strumenti realmente utili per migliorare l’assistenza, senza mai sostituire la responsabilità del medico. Sicurezza, appropriatezza e attenzione alla persona devono rimanere i principi fondamentali di ogni scelta clinica».
Il bilancio dell’esperienza genovese assume così un significato che va oltre i contenuti delle singole sessioni scientifiche. Il Congresso ha dimostrato come sia possibile costruire un dialogo tra mondi differenti, mettendo in relazione ricerca, tecnologia, sport, cultura e sensibilità umana.
«Il valore di un Congresso non si misura soltanto dalla qualità delle relazioni presentate, ma anche dalle collaborazioni che riesce a favorire e dalle idee che lascia alla comunità professionale. Genova ha dimostrato che scienza, innovazione e attenzione alla persona possono convivere all’interno di un progetto condiviso».
Per Lubrano, la prospettiva è quella di una medicina capace di evolversi senza smarrire la propria identità, nella quale il progresso tecnologico rappresenti un’opportunità per rafforzare, e non indebolire, il rapporto tra medico e paziente.
«Il nostro obiettivo deve essere continuare a crescere insieme, con passione, competenza e spirito di servizio. La medicina del futuro sarà sempre più avanzata, ma la sua qualità dipenderà dalla capacità di mettere le conoscenze al servizio delle persone. È questa la strada che desidero percorrere, nel segno della continuità, del dialogo e di un’innovazione sempre guidata dall’intelligenza, dalla responsabilità e dall’umanità dei professionisti».
Mario Orlando

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