ROMA – “La questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico”. Lo dice la premier Giorgia Meloni nel corso delle comunicazioni in aula del Senato in vista del Consiglio europeo. “Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell’energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese. neando che “l’interesse nazionale si difende contribuendo a indirizzare le scelte che ci riguardano e non a subirne le conseguenze”. Nel suo intervento, la premier ha posto l’accento sulla concretezza dell’azione politica europea, focalizzandosi in particolare sul tema dell’energia: “Non ci interessa una riga da scrivere sotto un accordo, vogliamo lavorare in Europa per avere bollette più leggere per famiglie e imprese”. Meloni ha inoltre ribadito la centralità della protezione dei cittadini rispetto a impostazioni burocratiche o obsolete: “Non siamo qui per difendere le regole dalla realtà, ma i cittadini dalle regole sbagliate”.
MELONI: INTERESSE NAZIONALE SI DIFENDE INDIRIZZANDONE SCELTE NON A SUBIRLE
“Quello che accade fuori dai nostri confini incide sempre di più nella nostra vita quotidiana e mette alla prova la capacità del nostro Paese di difendere la propria prosperità e sicurezza”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo, sottolineando che “l’interesse nazionale si difende contribuendo a indirizzare le scelte che ci riguardano e non a subirne le conseguenze”.
UE. MELONI: PER IMPRESE CONCORRRENZA GLOBALE SEMPRE PIÙ AGGRESSIVA
Richiamando l’azione dell’esecutivo, la presidente del Consiglio ha ricordato il lavoro svolto per raggiungere un accordo in ambito G7, che ha previsto il rilascio sui mercati di un significativo quantitativo di carburante per prevenire il rischio di un blocco delle esportazioni americane, potenzialmente in grado di impattare pesantemente sulle economie. Da qui la necessità di un cambio di passo a livello comunitario: “Serve il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando”. La premier ha evidenziato come le imprese affrontino una concorrenza globale sempre più aggressiva e come “ogni costo in più che l’Europa impone a sé stessa è un vantaggio che regala ai suoi concorrenti”, avvertendo che “il tempo per correggere la rotta non è infinito. È su questo che l’Italia ha concentrato il proprio lavoro”.
UCRAINA E POSIZIONE DEL GOVERNO
La Russia ha avviato una nuova campagna d’autunno, colpendo duramente la popolazione civile e le infrastrutture – tra centrali elettriche, condomini e ospedali – con l’obiettivo di piegare il popolo ucraino attraverso il terrore, il freddo e il buio. Per Meloni, i fatti smentiscono la propaganda del Cremlino: lo stallo sul campo è il risultato del coraggio degli ucraini e del sostegno dell’Occidente, e rappresenta l’unico strumento efficace per spingere la Russia a un tavolo negoziale. “Il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace: è ciò che la rende possibile. Se l’aggressore può puntare alla resa dell’avversario, che bisogno ha di negoziare? Solo che la resa non è pace, è conquista”. L’indirizzo del governo non cambia: supporto a Kiev, pressione su Mosca, attenzione ai civili e unità euro-atlantica. L’Italia sostiene inoltre una tregua sulle centrali energetiche, ringraziando Zelensky per la disponibilità immediata e auspicando che la Russia faccia altrettanto.
L’INTESA SUL GASOLIO RUSSO E LA GOVERNANCE EUROPEA
La premier ha definito “molto rischiosa” la recente intesa annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul gasolio russo, considerandola una legittimazione di Mosca mentre continuano i bombardamenti e una contraddizione rispetto agli sforzi occidentali per le trattative. Sul fronte europeo, Meloni ha sottolineato la necessità che l’Europa parli con una voce sola: “Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola”.
CRISI IN MEDIO ORIENTE
Ricordando l’attacco del 7 ottobre definito come “un attacco barbaro che ha gettato l’intera regione nel caos” e il più orrendo pogrom dai tempi della Shoah in un momento in cui l’antisemitismo è tornato a salire, la premier ha ribadito che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali, opponendosi allo spostamento forzato della popolazione palestinese. “L’Europa deve poter dire la sua e una finestra per farlo si aprirà con il nuovo governo israeliano chiunque dovesse vincere le elezioni”. A Gaza la situazione resta drammatica: “Servono più aiuti e servono in fretta. E serve un’iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi. Sarebbe la svolta di cui abbiamo bisogno, e aprirebbe la strada alla ricostruzione, nell’interesse – prima di tutto – della popolazione civile”.
BILANCIO UE, AGRICOLTURA E COESIONE
Sul piano economico e di bilancio, Meloni è stata netta: “L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica agricola comune, la Pesca e la Coesione”. La proposta della presidenza irlandese mantiene criteri di ripartizione penalizzanti per l’Italia, e non è accettabile che il Paese versi di più ricevendo di meno. Infine, per quanto riguarda l’allargamento dell’Unione, la priorità nel breve periodo resta il sostegno al percorso basato sul merito per Montenegro e Albania.
“Andrò con orgoglio e determinazione a Bruxelles, agli italiani dobbiamo un’Europa che li protegga invece di ostacolarli”, ha concluso la presidente del Consiglio.
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