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Sabotaggio Nord Stream, al via in Germania il processo contro Kuznietsov

MondoSabotaggio Nord Stream, al via in Germania il processo contro Kuznietsov

BOLOGNA – Si è aperto oggi ad Amburgo il processo a carico di Serhii Kuznietsov, l’ex ufficiale ucraino 50enne accusato di essere uno dei coordinatori dell’esplosione ai gasdotti Nord Stream, avvenuta nel settembre 2022. L’uomo era stato arrestato dai Carabinieri il 22 agosto dell’anno scorso in una struttura ricettiva nel riminese, in esecuzione di un Mandato di arresto europeo, e a settembre la Corte d’appello di Bologna aveva disposto la consegna alla Germania. La Cassazione aveva però annullato la decisione con rinvio a un nuovo collegio della Corte d’appello, che il 27 ottobre aveva disposto nuovamente la consegna del 49enne alla Germania, poi confermata il 19 novembre dalla Suprema Corte.

Rivolgendosi ai giudici tedeschi, l’avvocato Nicola Canestrini, uno dei legali di Kuznietsov, ha contestato quelle che, a suo parere, costituiscono delle criticità nell’ambito del procedimento, soffermandosi in particolare su tre temi: il presunto mancato rispetto delle regole da parte della Germania per ottenere la consegna del 50enne dall’Italia, le prove a carico del suo assistito e il fatto che l’azione di cui è accusato possa o meno essere considerata un crimine di guerra. Il legale osserva, in primis, che l’Italia ha consegnato Kuznietsov per un’ipotesi di sabotaggio, ma che ora il suo assistito viene accusato di un crimine di guerra, il che lo porta a sostenere che la Germania abbia ottenuto la consegna del 50enne con l’inganno. In sostanza, afferma Canestrini, l’Italia ha concesso la consegna per un’ipotesi di reato di sabotaggio, mentre ora l’accusa principale è quella di crimine di guerra, su cui nessun giudice italiano si è mai espresso.(DIRE) Bologna, 14 ott. – In secondo luogo, Canestrini afferma che, “dopo quasi quattro anni di indagini, l’accusa offre, nella migliore delle ipotesi, una catena di indizi e niente di più”, sostenendo che non c’è alcun elemento di prova che colleghi direttamente Kuznietsov al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Peraltro, rimarca poi il legale, dal momento che il suo assistito è tenuto alla segretezza sulle questioni di servizio, in un procedimento nel quale l’accusa contesta l’esecuzione di un ordine impartito dal suo Stato “si difende con le mani legate”.Per Canestrini, inoltre, i fatti descritti dall’accusa “non sostengono l’imputazione di crimine di guerra”. Nel suo intervento, il legale dichiara che “distruggere, nel corso di una guerra di aggressione, l’infrastruttura energetica dell’aggressore, i cui proventi finanziano tale guerra, senza che alcuna persona rimanga ferita o uccisa, non è un atto manifestamente illegale”. Infine, l’avvocato pone l’accento sulla contraddizione rappresentata dal fatto che “la prima persona che la Procura generale federale trae a giudizio davanti a un Tribunale tedesco con l’accusa di crimine di guerra non è un russo, ma un ucraino”, dunque “un cittadino del Paese aggredito” e, stando all’imputazione, “un ufficiale delle sue Forze armate che avrebbe agito nell’ambito della legittima difesa della propria patria”.
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