Milano, 15 ott. (askanews) – La Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) riunirà il 21 ottobre a Roma produttori, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore per discutere il futuro del vino italiano, tra cambiamenti nei consumi, sviluppo dell’enoturismo e trasformazione dei canali di vendita. L’incontro, intitolato “Vino & Futuro. I vignaioli indipendenti tra identità e nuovi scenari”, si terrà dalle 10 alle 13 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Al centro dei lavori ci sarà la presentazione di una ricerca realizzata da Nomisma Wine Monitor insieme con Fivi, dedicata al ruolo economico dei vignaioli indipendenti e ai loro rapporti con i consumatori, la ristorazione e le enoteche.
Lo studio, intitolato “Vignaioli al centro: il motore di vendita diretta ed enoturismo e la sfida del valore nella ristorazione”, prende in esame tre aspetti dell’attività delle aziende associate: la vendita diretta, l’accoglienza enoturistica e la presenza nel canale Horeca. L’indagine comprende anche il punto di vista degli operatori della ristorazione e delle enoteche, per comprendere come venga percepita l’identità dei Vignaioli Indipendenti e quali possibilità commerciali si aprano per le loro produzioni. La scelta di affrontare questi temi risponde ai cambiamenti che interessano il mercato vitivinicolo. L’evoluzione delle abitudini di consumo e delle modalità di acquisto pone interrogativi sulla capacità delle imprese di raggiungere nuovi clienti e consolidare i rapporti con quelli abituali. Per i vignaioli indipendenti la questione riguarda anche il riconoscimento del lavoro agricolo e del legame tra vino e territorio, aspetti che possono avere un peso nelle scelte dei consumatori ma che devono confrontarsi con le condizioni concrete del mercato.
Un dato contribuisce a delineare le caratteristiche della viticoltura rappresentata dalla Federazione: circa l’85% dei vigneti delle aziende associate si trova in aree collinari e montane. Si tratta di territori nei quali la coltivazione della vite può richiedere un maggiore impiego di lavoro manuale, soprattutto dove le pendenze e la conformazione degli appezzamenti limitano la meccanizzazione. La presenza delle aziende agricole contribuisce inoltre al mantenimento dei vigneti e del paesaggio rurale, in zone nelle quali la continuità dell’attività produttiva ha anche un’importanza territoriale. La diffusione di varietà autoctone costituisce un altro elemento della viticoltura indipendente. Attraverso la coltivazione di uve legate a specifiche aree di produzione, le aziende partecipano alla conservazione della diversità del patrimonio viticolo italiano. Questo rapporto con i luoghi d’origine, tuttavia, comporta anche la necessità di trovare un equilibrio economico tra costi di produzione e ricavi, soprattutto nelle situazioni agronomiche più impegnative. È una delle questioni che il confronto romano intende affrontare, mettendo in relazione il valore riconosciuto ai vini con le condizioni necessarie per continuare a produrli.
La vendita diretta permette ai vignaioli di incontrare personalmente i consumatori, presentare le proprie etichette e spiegare le scelte adottate nella coltivazione e nella vinificazione. L’acquisto in azienda offre anche l’occasione di conoscere i luoghi nei quali il vino nasce. Sul piano commerciale, questo canale può ridurre il numero degli intermediari, pur richiedendo tempo e risorse per la gestione dei visitatori, delle vendite e dei rapporti con la clientela. Accanto alla vendita diretta assume crescente rilievo l’enoturismo. Dalle prime evidenze della ricerca Nomisma emerge che oltre la metà delle aziende coinvolte segnala un aumento delle attività e dei ricavi legati all’accoglienza negli ultimi anni. Il dato riguarda le imprese che hanno partecipato all’indagine e non consente, da solo, di stabilire l’entità complessiva del fenomeno tra tutti gli associati Fivi. Mostra però come le visite e le degustazioni siano diventate una componente economicamente significativa per una parte dei produttori interpellati.
Nelle aziende dei vignaioli indipendenti l’esperienza enoturistica è strettamente collegata all’attività agricola. La possibilità di incontrare chi coltiva le vigne e produce il vino permette al visitatore di conoscere direttamente le caratteristiche dei terreni, le varietà allevate e il lavoro svolto nel corso dell’anno. L’accoglienza può inoltre favorire la frequentazione di territori meno conosciuti, soprattutto quando le Cantine collaborano con strutture ricettive, ristoranti e altre attività locali. Per sviluppare queste opportunità occorrono tuttavia servizi adeguati e una gestione che tenga conto delle esigenze produttive dell’azienda.
Un altro capitolo della ricerca riguarda il rapporto con la ristorazione e le enoteche. Le prime indicazioni raccolte tra gli operatori associano i vini dei produttori Fivi a territorialità, artigianalità, autenticità e qualità. È una percezione che riconosce alcune caratteristiche dell’identità dei vignaioli, ma apre anche una questione commerciale: capire quanto questi elementi incidano sulle scelte di assortimento e sulla valorizzazione delle bottiglie nella vendita e nella somministrazione. Per le aziende di piccole dimensioni, la presenza nelle carte dei vini e sugli scaffali delle enoteche può rappresentare un’occasione importante per raggiungere clienti che difficilmente entrerebbero in contatto diretto con il produttore. In questo rapporto assumono rilievo la conoscenza delle Denominazioni, la capacità di raccontare i territori e il lavoro di selezione svolto dai professionisti. La ricerca approfondirà proprio il punto d’incontro tra l’identità dei Vignaioli Indipendenti e le esigenze degli operatori che propongono i loro vini al pubblico.
L’incontro “Vino & Futuro”, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, sarà articolato in tre sessioni. La prima, “Dal vigneto Italia al mercato globale”, esaminerà i cambiamenti del mercato e le nuove geografie del vino. La seconda, “Cantine e territori accoglienti”, sarà dedicata all’enoturismo e al suo rapporto con lo sviluppo locale. La terza, “Il vino fuori casa”, affronterà le relazioni tra vignaioli, enoteche e ristorazione, con particolare attenzione alle possibili collaborazioni commerciali. Tra i partecipanti figurano Rita Babini, presidente FIVI, Giorgio Delgrosso dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), Denis Pantini e Ilaria Cisbani di Nomisma Wine Monitor, Gabriele Gorelli, Master of Wine, Clementina Balter e Pietro Monti di Fivi e Giuliano Rossi di Vinarius. È previsto anche un saluto di Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia italiana della vite e del vino.
