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Vino, il Verduno Pelaverga 2025 esce sul mercato con numeri da record

AttualitàVino, il Verduno Pelaverga 2025 esce sul mercato con numeri da record

Milano, 15 ott. (askanews) – Il Verduno Pelaverga Doc dell’annata 2025 è appena arrivato sul mercato con numeri da record: 38 ettari di vigneti rivendicati, 2.058 ettolitri di vino e un potenziale di 274.345 bottiglie. Sono i valori più alti registrati nella serie ufficiale 2015-2025 del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Anche gli imbottigliamenti sono in aumento, con una crescita del 18% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La storia della Denominazione comincia nel 1995, quando ottiene il riconoscimento della Doc con appena sette ettari di vigneti. Vent’anni dopo la superficie rivendicata era salita a 20 ettari, mentre dal 2020 l’espansione ha assunto un ritmo più sostenuto. In quell’anno la produzione si fermava a 1.350 ettolitri. Oggi le aziende produttrici e imbottigliatrici sono 25, delle quali 18 aderiscono all’Associazione Verduno è Uno.

La zona di produzione comprende l’intero territorio di Verduno (Cuneo) e parte di quelli di La Morra (Cuneo) e Roddi (Cuneo), sulle colline delle Langhe affacciate sulla valle del Tanaro. Il Disciplinare richiede almeno l’85% di Pelaverga Piccolo, consentendo per la restante parte altre uve a bacca nera non aromatiche autorizzate alla coltivazione in Piemonte, ma molte aziende scelgono di vinificare il vitigno in purezza. In una zona conosciuta soprattutto per il Nebbiolo, il Pelaverga Piccolo ha mantenuto una propria identità, legata a un’area viticola particolarmente circoscritta. Rispetto al 2024, la superficie rivendicata è passata da 35 a 38 ettari e la produzione è aumentata del 5,7%, dai precedenti 1.947 ettolitri. La resa media della vendemmia 2025, pari a circa 54 ettolitri per ettaro, è rimasta inferiore al massimo di 63 previsto dal Disciplinare. L’aumento dei volumi ha dunque coinciso con un ampliamento della superficie, senza che la resa media raggiungesse il limite consentito.

Tra gennaio e giugno 2026 sono state fascettate 183.399 bottiglie, contro le 154.951 del primo semestre 2025. Ad agosto gli imbottigliamenti riferiti alla vendemmia 2025 avevano raggiunto quota 234.248 bottiglie, mentre al primo luglio le giacenze dello stesso millesimo ammontavano a 754 ettolitri, equivalenti a circa 100.473 bottiglie. Il confronto con le principali Denominazioni albesi mostra andamenti differenti. Nei primi otto mesi del 2026 gli imbottigliamenti complessivi delle sei maggiori Doc e Docg sono aumentati del 3,3%, raggiungendo 44,5 milioni di bottiglie. La Langhe Doc è cresciuta dell’8%, il Barolo del 5,7%, il Barbaresco del 3,8% e il Roero dello 0,8%, mentre Barbera d’Alba e Dolcetto d’Alba hanno registrato flessioni rispettivamente del 6,9% e del 5,6%.

L’annata 2025 è stata caratterizzata in Piemonte da temperature superiori alla media e precipitazioni irregolari. Le abbondanti piogge di aprile hanno ricostituito le riserve idriche dei terreni, mentre giugno ha registrato un’anomalia termica di 3,4 gradi rispetto alla norma regionale. Germogliamento e fioritura sono avvenuti con circa due settimane di anticipo; dopo un’estate segnata da brevi ondate di calore, il tempo prevalentemente stabile e le escursioni termiche notturne di settembre hanno accompagnato il completamento della maturazione nelle Langhe. Anche la vendemmia del Pelaverga Piccolo è stata precoce: la raccolta, tradizionalmente collocata nella prima decade di ottobre e negli ultimi anni spesso anticipata alla seconda metà di settembre, ha seguito nel 2025 un calendario più rapido rispetto al 2024, quando le operazioni erano proseguite fino a ottobre. Le valutazioni vendemmiali piemontesi segnalano condizioni sanitarie generalmente buone e maturazioni regolari, pur con differenze tra territori, mentre la produzione vitivinicola regionale, pari a circa 2,15 milioni di ettolitri, è invece diminuita rispetto all’anno precedente. Nel bilancio pubblicato a dicembre dalla Regione Piemonte e da Vignaioli Piemontesi, il Pelaverga ha ottenuto 8,5 stelle su dieci.

Tra le caratteristiche aromatiche più caratteristiche della varietà del Pelaverga Piccolo figura la presenza del rotundone, la molecola responsabile del sentore di pepe nero che contribuisce alla riconoscibilità del vino. Il composto si concentra soprattutto nella buccia degli acini e si accumula nelle ultime fasi della maturazione. La sua quantità dipende dalla temperatura, dall’esposizione dei grappoli e dalla disponibilità idrica: condizioni che possono determinare differenze tra vigneti e produttori, anche all’interno della stessa annata.

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