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Papa Leone XIV, le parole del cardinal Parolin e il pontificato “da rimodulare”

MondoPapa Leone XIV, le parole del cardinal Parolin e il pontificato “da rimodulare”

ROMA – “Il Santo Padre questa mattina ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali. Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria. Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”. Lo ha riferito la Sala stampa della Santa sede, in una comunicazione ai giornalisti.

“Speriamo che possa partire e venirci a trovare qui in Perù, lo aspettiamo”: al telefono da Puerto Maldonado con l’agenzia Dire, Claudia Vega Ruiz ricorda il suo incontro con Leone XIV in piazza San Pietro.

Era il 30 settembre, insieme a una piccola delegazione di ricercatori giunti dall’Amazzonia: pochi giorni prima che il papa annunciasse dalla finestra del suo studio alla terza loggia del Palazzo apostolico che si sarebbe sottoposto a un’operazione chirurgica per rimuovere un nodulo polmonare. Da subito, le comunicazioni della Santa Sede sono state rassicuranti.

L’intervento al policlinico Gemelli “si è concluso positivamente”, recitava il primo aggiornamento dopo la rimozione dell’adenocarcinoma, che ha comportato l’asportazione di un lembo del polmone destro. Il principio, evidenziato dai media, è stato quello della trasparenza e della regolarità delle comunicazioni. Ieri, i medici del papa hanno evidenziato come i controlli di routine siano risultati “nella norma” e come la radiografia del torace abbia mostrato la “buona ripresa” del polmone operato. Nel pomeriggio al Gemelli Leone XIV ha concelebrato la messa con i suoi segretari e ripreso un po’ di attività lavorativa, ricevendo monsignor Paolo Rudelli, sostituto della segreteria di Stato.

La salute del papa è oggi una questione chiave, non solo per la missione pastorale della Chiesa ma anche per la sua diplomazia internazionale. Non a caso ieri sera a parlare è stato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Ai giornalisti, a margine di un incontro all’ambasciata irachena presso la Santa Sede, il porporato ha confessato di sentirsi ancora “preoccupato”.

Parolin ha spiegato: “Mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini; quindi ho speranza che questa situazione si possa risolvere al più presto e che il Santo Padre possa tornare a lavorare e portare avanti il suo pontificato”. Secondo il segretario di Stato, è comunque “ancora presto per fare previsioni”. Bisogna insomma capire in che situazione tornerà Leone XIV e cosa diranno i medici. “In base a tutti questi elementi”, ha concluso Parolin, “il papa rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo”. Non è solo questione di agenda a breve termine.

Le udienze, quelle, sono state annullate fino a martedì 20 ottobre. Oggi alla Fao il messaggio di Leone XIV per la Giornata mondiale dell’alimentazione è stato letto dall’osservatore permanente della Santa Sede, monsignor Fernando Chica Arellano. “È intollerabile che il pane sia considerato un privilegio e l’acqua una merce contesa”, le parole del papa. Un appello di giustizia che Leone XIV potrà rilanciare, quando sarà opportuno.

Domenica prossima, se starà meglio, non è escluso che reciti la preghiera dell’Angelus: forse dal balconcino del Gemelli dove è ricoverato, come fecero già i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Francesco. Improbabile, ha lasciato intendere invece Parolin, che torni subito ad affacciarsi su piazza San Pietro. Ad aspettarlo sono i cattolici del mondo. Lo confermano le corrispondenze dei media, dal Vaticano all’America Latina: meta del prossimo viaggio in agenda, 12 giorni, 3 Paesi, 14 tappe, dal 6 al 17 novembre, a oggi ancora ufficialmente confermato. “Nonostante tutte le rassicurazioni”, sottolinea l’emittente britannica Bbc, “la notizia ha scosso i cattolici di tutto il mondo”. Se ne interrogava anche Radio Programas del Perú: “Le autorità vaticane non hanno per il momento fornito dettagli sulle terapie successive, in attesa dei risultati di nuovi esami volti a stabilire se la malattia si sia diffusa”.

Vega Ruiz è rientrata in Perù e non ha fonti di prima mano. Come rappresentante del Centro de innovación científica amazónica (Cincia), aveva consegnato al papa uno studio sui danni causati dall’uso del mercurio nell’estrazione dell’oro. “Una questione importante”, le aveva risposto Leone XIV. Il mese prossimo il papa dovrebbe far tappa anche nell’Amazzonia peruviana, come già fece Francesco. Comunque vada, anche dal Gemelli o e da piazza San Pietro, la sua voce parlerà al mondo.
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