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Giorgetti: “Deficit ridotto senza manovre restrittive”

PoliticaGiorgetti: “Deficit ridotto senza manovre restrittive”

Di Mirko Gabriele Narducci e Vittorio Di Mambro

ROMA – Un’audizione fiume quella del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2026. Tra la difesa dei conti pubblici, l’attacco al Superbonus e le risposte alle opposizioni, il titolare del MEF ha tracciato la rotta del governo per i prossimi mesi, confermando che l’esecutivo sta valutando di estendere il taglio delle accise sui carburanti oltre la scadenza del primo maggio.

OBIETTIVO DEFICIT: RIENTRO SOTTO LA SOGLIA UE

Sul fronte dei saldi, Giorgetti ha mostrato ottimismo circa il rispetto dei parametri europei: “Le stime prevedono una riduzione costante del deficit, che dal 2,9% del 2026 arriverebbe al 2,1% nel 2029”. Secondo il Ministro, questo segnalerebbe il rientro stabile sotto la soglia del 3% già con il consuntivo di quest’anno, in linea con le raccomandazioni sulla procedura per disavanzi eccessivi. Tuttavia, ha avvertito che il quadro “dovrà essere attentamente monitorato” a causa dell’impatto della revisione al rialzo dell’inflazione e dell’incertezza dello scenario internazionale.

LA SFIDA DELLA CRESCITA E IL “FATTORE SPAGNA”

“Se la domanda è ‘siamo soddisfatti della crescita?’, la risposta è no: vorrei che si crescesse molto di più”, ha ammesso Giorgetti, replicando alle accuse della capogruppo PD Maria Cecilia Guerra, che aveva parlato di un Paese “incapace di fare autocritica”. Il Ministro ha però respinto i paragoni con Madrid: “La Spagna ha supplito alla demografia con l’immigrazione da Paesi ispanofoni. Noi abbiamo scelto la politica della formichina”. Giorgetti ha poi ribadito la sua linea: “Non è lo Stato che fa la politica industriale, la crescita la fanno gli imprenditori. Abbiamo bisogno di loro, non di uno Stato imprenditore”.

IL GIALLO DEL SUPERBONUS E LE FRODI

Non è mancata una stoccata sul Superbonus, definito una “anomalia” che ha sballato i conti. “Abbiamo avuto un boom tra febbraio e marzo di cessione del credito nell’ordine di 6 miliardi”, ha spiegato il Ministro, aggiungendo che “è legittimo il sospetto che qualcuno abbia cercato di fare il furbo: i primi accertamenti hanno evidenziato centinaia di milioni di frodi”. Giorgetti ha garantito che, finché sarà lui alla guida del MEF, la condotta della finanza pubblica non sarà “dissennata”.

DIFESA ED ENERGIA: IL NODO DEL PATTO DI STABILITÀ

Sul fronte europeo, Giorgetti ha aperto un fronte sulla gestione delle clausole di flessibilità. “Troverei imbarazzante chiedere una deroga dal Patto di Stabilità per finanziare le spese per la difesa e non quelle per energia, imprese e famiglie”, ha dichiarato, sottolineando che l’Italia chiederà all’Europa che le spese indotte dal conflitto in Medio Oriente siano trattate come quelle per l’Ucraina. “Io personalmente non mi sento di proporlo, poi se il Parlamento mi dirà di farlo farò le mie valutazioni”.

L’ATTACCO DEL PD: “COLPO DURISSIMO AI REDDITI”

Dura la replica di Maria Cecilia Guerra (PD), che ha interrogato il Ministro sull’assenza di politiche sociali: “Avete finanziato la riduzione del cuneo con il fiscal drag. Ora l’inflazione e la crescita dell’Irpef daranno un colpo durissimo a ceto medio, lavoratori e pensionati”. Guerra ha poi criticato la mancanza di una valutazione chiara sull’efficacia del PNRR, che “non ha prodotto l’accelerazione della crescita attesa”.
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