domenica, 3 Maggio 26

Famiglia nel bosco: Roccella, rischio sfiducia verso sistema

AttualitàFamiglia nel bosco: Roccella, rischio sfiducia verso sistema

Roma, 29 apr. (askanews) – “Torno sulla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ perché c’è un tema che ormai va ben oltre anche il caso specifico. L’ennesima puntata di questa storia infinita, che sembra a volte sul punto di concludersi, e invece ogni volta si incarta su nuovi pareri di esperti e si complica, rafforza una sensazione che si fa sempre più preoccupante”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. “Non entro ovviamente nel merito della perizia depositata dalla consulente del tribunale, perché non l’ho letta e in ogni caso non toccherebbe a me valutarla – scrive ancora Roccella -. Ciò che si legge sugli organi di stampa, però, dà l’idea che ci si trovi come davanti a uno di quei videogiochi nei quali ogni volta che si risolve un problema si passa al quadro successivo e si incontra un ostacolo più grande. La separazione dei bambini dai loro genitori, come abbiamo ripetuto mille volte, deve essere un’extrema ratio, a cui ricorrere solo in caso di pericoli gravissimi e immediati. Ma se prima viene posto un problema di socialità dei bambini, poi di idoneità dell’abitazione, e via via fino ad arrivare a valutazioni sulle capacità genitoriali, la sensazione è che il trauma dell’allontanamento resti un elemento subordinato a tutti gli altri. E il risultato non riguarda solo i piccoli Trevallion, ma un clima di diffidenza che questa vicenda rischia di alimentare nei confronti delle istituzioni, dei servizi sociali, dei professionisti, degli uffici giudiziari, e nei confronti dello stesso istituto dell’affido che invece – lo dice il nome stesso – dovrebbe fondarsi proprio sulla fiducia. Se si mostrasse sempre di considerare le famiglie come un bene da salvaguardare, da supportare quando ci sono problemi, da sostenere nelle fragilità – osserva la ministra -, sarebbe più semplice per le persone anche fidarsi e affidarsi in quei casi nei quali la separazione tra bimbi e genitori è davvero necessaria per evitare gravi danni ai bambini. Ma la percezione che si diffonde è ormai l’opposto, cioè che l’unità delle famiglie non sia un bene da proteggere. Tutto ciò – conclude – non aiuta le persone a nutrire fiducia nei confronti di un sistema che siamo impegnati con tutte le nostre forze a migliorare”.

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