giovedì, 30 Aprile 26

Iran, il Pentagono: “La guerra è costata circa 25 miliardi di dollari”

MondoIran, il Pentagono: “La guerra è costata circa 25 miliardi di dollari”

ROMA – Ad oggi ammonta a “circa 25 miliardi di dollari” la cifra che gli Stati Uniti hanno speso nella guerra all’Iran, lanciata con Israele lo scorso 28 febbraio. Lo ha detto Jules Hurst, responsabile del controllo di gestione del Pentagono all’audizione che si è svolta presso la Commissione Difesa della Camera, insieme al segretario alla Difesa Pete Hegseth. A sollecitare la domanda, il deputato democratico e membro della commissione Adam Smith che, ascoltata la risposta del funzionario, ha ribattuto: “Sono contento che abbiate risposto a questa domanda, perché lo chiediamo da un sacco di tempo e nessuno ci ha mai dato una cifra”. Dopodiché, Smith si è rivolto al segretario alla Difesa, Pete Hegseth, chiedendogli in che modo gli Stati Uniti intendono porre fine alla minaccia nucleare iraniana.

Hegseth in un primo momento si è limitato a incolpare le amministrazioni precedenti di “pessimi accordi” con l’Iran, in riferimento al trattato sul nucleare stretto dall’amministrazione Obama, da cui gli Stati Uniti uscirono unilateralmente nel 2018, durante il primo mandato del presidente Donald Trump. Incalzato ancora da Smith, il segretario ha giustificato il conflitto avviato con Israele affermando che Teheran “non aveva rinunciato alle sue ambizioni nucleari”, e ha chiarito che il cessate il fuoco sta reggendo. A farlo decadere, ha aggiunto, sarà l’eventuale rifiuto dell’Iran di accettare le condizioni degli Stati Uniti, tra cui il programma nucleare.

L’audizione è stata anche occasione per Hegseth di sostenere la richiesta avanzata dal Pentagono di 1.500 miliardi di dollari in nuovi fondi per la Difesa, definendolo “un acconto storico per la sicurezza futura” dalle varie “sfide globali”, a partire dallo sviluppo sulle applicazioni delle nuove tecnologie in ambito militare: “Tutte queste modalità che si stanno manifestando sui campi di battaglia di tutto il mondo- ha detto- richiedono un livello di investimento di capitale più elevato”. L’audizione si svolge a due giorni dallo scadere dei 60 giorni dall’avvio dell’operazione militare contro l’Iran. La War Powers Resolution del 1973 consente infatti al presidente di condurre una guerra senza l’autorizzazione del Congresso solo per sessanta giorni, terminati i quali è costretto a mettere l’operazione militare ai voti, se intende proseguirla.
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