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Inzaghi: “Inter penalizzata, sarei rimasto”

AttualitàInzaghi: "Inter penalizzata, sarei rimasto"

Roma, 30 apr. (askanews) – “Giù le mani dall’Inter: siamo stati penalizzati, non favoriti”. A quasi un anno dall’addio ai nerazzurri, Simone Inzaghi rompe il silenzio e ripercorre senza filtri la fine del suo ciclo con l’Inter e la nuova esperienza all’Al Hilal in una intervista alla Gazzetta dello sport. Alla vigilia dello scudetto che incorona l’erede Cristian Chivu, il tecnico difende il lavoro svolto e respinge le polemiche sugli arbitri: “Mi ha scioccato l’inchiesta. Abbiamo perso parecchi punti per errori arbitrali. È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati. Non accuso nessuno, ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa”.

Il riferimento è alla stagione conclusa con uno scudetto sfumato per un punto: “È doloroso, ma nello sport non si possono avere rimpianti. In quattro anni ho vinto tanto e raggiunto due finali di Champions. Accetto le critiche, ma solo su di me: i giocatori mi hanno sempre dato tutto”. E proprio il cammino europeo resta il ricordo più vivo: “Le serate contro Bayern e Barcellona valgono più dei trofei, sono state vittorie forse irripetibili”.

Decisiva, però, la finale di Monaco persa contro il Paris Saint-Germain: “Siamo arrivati senza energie fisiche e mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato. Il Psg ha indirizzato la partita e noi ci siamo disuniti”. Una sconfitta che ha segnato anche il futuro: “Se avessimo vinto la Champions sarei rimasto. Ho deciso due giorni dopo, a casa di Marotta, con Ausilio e Baccin. Sentivo che si era chiuso un ciclo”.

Nessun addio programmato, quindi: “Non avevo comunicato nulla alla squadra prima della finale. È successo tutto molto velocemente”. E sulla scelta dell’Arabia Saudita, Inzaghi respinge le critiche: “Non sono andato per i soldi ma per conoscere una nuova realtà e mettermi in discussione. Non mi è mai mancato nulla dal punto di vista economico”.

A Riad il tecnico rivendica i risultati: “Non abbiamo ancora perso una partita in stagione. Siamo in corsa per il titolo e in finale di Coppa del Re”. E sul futuro non si sbilancia: “Ho ancora un anno di contratto e grande entusiasmo. Quando sarà il momento vedremo”.

Uno sguardo resta comunque all’Inter, capace di ripartire subito: “Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. Il merito è anche di Chivu”. E sui rapporti con lo spogliatoio chiarisce: “Con Dimarco c’è un ottimo rapporto, fui io a trattenerlo. Anche su Zielinski si dimentica che lo volli io”.

Infine, una riflessione sul calcio italiano: “Bisogna ripartire dalla base, dai vivai, con più coraggio e qualità. Ridurrei anche il format della Serie A e valorizzerei gli istruttori dei bambini. Senza di loro non sarei mai diventato Simone Inzaghi”.

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