ROMA – A seguito della revisione intermedia della politica di coesione, che ha portato alla riallocazione dei fondi verso le priorità strategiche dell’UE, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri e le regioni dell’UE “a intensificare l’utilizzo delle opportunità finanziarie disponibili per sostenere le comunità e le regioni maggiormente colpite dalla crisi energetica”. In una lettera inviata oggi da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, ai ministri dell’UE competenti per la coesione, la Commissione spiega che “gli Stati membri possono accelerare, ove possibile e necessario, l’utilizzo del Fondo per una transizione giusta attraverso diverse misure, tra cui la creazione di nuovi strumenti finanziari, forme di finanziamento non legate ai costi e altri adeguamenti dei programmi”. Gli Stati membri e le regioni “possono inoltre riallocare i fondi della politica di coesione, come il Fondo europeo di sviluppo regionale, verso investimenti nel settore energetico. Ciò include misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la stabilità del mercato energetico, in linea con la strategia AccelerateEU”, segnalano dall’esecutivo comunitario.
Una lettera sarà inoltre indirizzata alle regioni per spiegare che “anche esse possono utilizzare le risorse della coesione per investimenti energetici in grado di produrre effetti rapidi, in linea con le priorità nazionali e regionali”. La revisione intermedia della politica di coesione aveva già consentito la riallocazione di 34,6 miliardi di euro verso la sicurezza energetica, la competitività e la difesa, dimostrando la capacità della politica di rispondere alle priorità strategiche dell’UE.”Invitiamo gli Stati membri e le regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un’attenzione mirata all’energia- dice il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto- L’obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse di coesione disponibili – nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione e del Fondo per una transizione giusta – verso investimenti in grado di fornire un sollievo immediato alle famiglie e alle imprese colpite dagli elevati prezzi dell’energia”. Il Fondo per una transizione giusta è uno dei fondi della politica di coesione dell’UE per il periodo 2021-2027. Sostiene i territori e le persone maggiormente colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica, aiutandoli a diversificare le proprie economie ed evitando l’aggravarsi delle disparità regionali.
REGIONI UE: I FONDI DI COESIONE NON SONO BANCOMAT
Dopo la lettera di Fitto, è intervenuta su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, che ha replicato: “La crisi energetica è reale. La soluzione proposta non lo è. Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza – di nuovo – trasforma la politica degli investimenti in aspirina politica: sollievo temporaneo, sottoinvestimento cronico… e la parte migliore? Questi fondi sono già stati impegnati. La politica di Coesione ha contribuito massicciamente alla resilienza energetica e alla sostenibilità dell’UE – questo è accaduto in due decenni di investimenti stabili e crescenti che hanno permesso alle regioni di migliorare il loro mix energetico e la loro efficienza”. Poi la conclusione ironica: “La transizione giusta riposi in pace”.
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