venerdì, 9 Ottobre 26

L’Europa si è impantanata sulle sanzioni alla Russia

MondoL’Europa si è impantanata sulle sanzioni alla Russia

ROMA – Le misure restrittive che colpiscono quasi tremila tra persone ed entità accusate di aver sostenuto la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina – compreso lo stesso Putin, il ministro degli esteri Sergei Lavrov, i deputati della Duma, le principali banche russe, le compagnie energetiche e il complesso militare-industriale – scadono oggi, se i 27 Stati membri non troveranno un’intesa. Gli ambasciatori si sono riuniti tre volte in circa ventiquattro ore senza risultato, l’ultima stamattina. Un nuovo incontro è previsto nel pomeriggio, a ridosso della scadenza legale. In assenza di un accordo pieno, resta comunque possibile una proroga tecnica di breve durata, come già avvenuto la settimana scorsa.

Al centro del negoziato non c’è la lista nel suo complesso, ma due nomi: quelli dei miliardari russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Il compromesso in discussione prevede la loro rimozione dalla lista delle sanzioni in cambio di un rinnovo eccezionalmente lungo – trentasei mesi, contro i consueti sei – per tutti gli altri iscritti.

A bloccare l’intesa è la Lettonia, che si oppone alla rimozione dei due nomi al pari di molti altri Stati membri, ma è l’unica ad aver posto un veto esplicito. Il primo ministro lettone Andris Kulbergs ha scritto di non poter accettare la proposta: “Estendere le sanzioni per 36 mesi sarebbe la soluzione giusta. Tuttavia, il prezzo da pagare non può essere semplicemente la rimozione di entrambi gli individui dalla lista delle sanzioni. La Lettonia non può accettare una simile offerta”. Anche Kiev si è espressa contro l’intesa.

La richiesta di rimuovere Usmanov parte a inizio mese dalla Francia unita alla Slovacchia, che aveva sollevato la questione durante l’estate insieme a quella di Fridman, sostenendo ai diplomatici UE che la misura risponde a ragioni di sicurezza nazionale. Secondo il Financial Times, la richiesta francese è legata a un accordo di scambio di prigionieri con l’Azerbaigian, che comporterebbe il rilascio di cittadini francesi. Lo stesso Azerbaigian, insieme all’Organizzazione degli Stati Turchi, ha fatto pressioni in tal senso, descrivendo Usmanov come “un rinomato filantropo” capace di fare da ponte tra Occidente, Asia centrale e mondo turco.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: