ROMA – Una manovra “coraggiosa”, che preveda, se serve, anche uno scostamento di bilancio “da miliardi”. L’ha invocata oggi il ministro Matteo Salvini e non era la prima volta, visto che già alla fine di agosto il viceministro con delega ai Trasporti al meeting di Rimini aveva chiesto la stessa cosa. Con buona pace della situazione di indebitamento pubblico sancita proprio oggi dall’Istat al 3,1% che andrebbe così a peggiorare. “Non mi importa dello zero virgola, i francesi sono oltre il 5%”, dice Salvini, deciso a sostenere l’Italia e la sua “potenza industriale”.
COSA È LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO
Ma che cosa è esattamente uno scostamento di bilancio e cosa comporta? Lo scostamento di bilancio è una misura di politica economica che un governo può adottare – previa autorizzazione del Parlamento- e prevede la possibilità di discostarsi temporaneamente dagli obiettivi programmatici di finanza pubblica ricorrendo a un maggiore indebitamento. Di fatto, viene autorizzato un aumento del deficit pubblico rispetto a quanto previsto nel bilancio approvato. Normalmente, si ricorre a uno scostamento di bilancio in presenza di condizioni di particolari necessità. Il retro della medaglia è un ampliamento dell’indebitamento e, spesso, anche un allontanamento dagli obiettivi di rientro di medio termine fissati dal Patto di stabilità Ue.
LA DOCCIA FREDDA DEI DATI ISTAT
Per Salvini in questo momento storico sarebbe necessario mettere in campo uno scostamento di bilancio. Secondo lui “servono almeno 20 miliardi”. Solo per le Infrastrutture infatti servirebbero un certo numero di miliardi (al meeting di Rimini aveva parlato di 6-7, oggi ha detto 8) per compensare l’aumento dei prezzi rispetto ad appalti già assegnati. Ed evitare che si fermino cantieri già finanziati e aperti, fra tutti quelli di Rfi e Anas. Oggi Salvini ha ripetuto le stesse cose, a dispetto dei dati Istat sul deficit pubblico al 3,1% che arrivano come una doccia fredda e fanno tramontare la speranza di uscire dalla procedura di infrazione. “A me non interessa niente dello zero virgola”, dice Salvini, che esorta a essere “coraggiosi”.
COSA HA DETTO OGGI SALVINI
“È evidente che serve uno scostamento di bilancio da miliardi”, ha detto oggi Salvini parlando durante un punto stampa a Berlino nello stand di Fs a InnoTrans 2026. “L’anno scorso c’era una guerra in corso, quest’anno abbiamo raddoppiato e non vedo venti di pace all’orizzonte. Temo che il costo dei carburanti si vada a sommare al costo dell’energia. Bisogna essere coraggiosi”, ha aggiunto. “Ho letto le parole dell’amico Patuelli presidente dell’Abi, le banche sicuramente potranno portare un loro contributo importante. Le banche quest’anno chiudono con 50 miliardi di euro di utili, se invece di chiudere con 50 miliardi chiudessero con 46-47 miliardi di utili non penso che nessun banchiere piangerebbe. Con quei soldi ci sarebbero tante opere pubbliche da portare avanti”, ha spiegato. Rispetto ai dati dell’Istat, che hanno fatto annunciare a Giorgetti, con rammarico, l’impossibilità, per l’Italia, di uscire dalla procedura di infrazione, Salvini tira dritto: “Noi dobbiamo affrontare una legge di Bilancio che punta su investimenti, sviluppo e futuro e a me dello zero virgola in più o in meno interessa zero. Ci sono imprese e un’Italia che sta correndo, solo come Mit a me servono 8 miliardi per pagare lavori già fatti. Non mi interessa commentare lo zero virgola, i francesi sono oltre il 5%, di cosa stiamo parlando? Con due guerre in corso abbiamo bisogno di una manovra forte, coraggiosa e non dello zero virgola. Siamo la potenza industriale d’Europa e non possiamo rimanere bloccati agli umori di qualche burocrate europeo”, ha concluso. Salvini non è il solo a pensare che i dati sul deficit non dovrebbero essere un freno a osare. La pensa così ad esempio anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: “Non è lo 0,1% che può fermare l’Italia né la volontà di questo Governo di realizzare una manovra economica che dia impulso ulteriore al sistema produttivo e sociale del nostro Paese, che sta sorprendendo tutti per la capacità di resistenza”. Le opposizioni, intanto, gridano al “fallimento” del governo (“È ora di andare a casa”, dice il Pd) alla luce dei dati Istat, con Giuseppe Conte che dice: “Quattro anni di tagli, austerità e crescita zero lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione”.
M5S: “NO A SCOSTAMENTI DI BILANCIO PER SPESE MILITARI”
L’intrecciarsi dello scenario dello scostamento di bilancio con lo stallo sulla possibile uscita dalla procedura di infrazione hanno fatto saltare sulla sedia il Movimento Cinque stelle, che ha dato la sveglia al governo: “Non osi fare scostamenti per aumentare le spese militari”. Altrimenti la procedura di infrazione resterà certamente in vigore anche il prossimo anno e sarà una tegola già scritta per il prossimo governo. Queste le dichiarazioni dei deputati M5S della Commissioni Difesa di Montecitorio, Arnaldo Lomuti e Marco Pellegrini: “La mancata uscita dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo rende finanziariamente insostenibile procedere con l’eccezionale aumento delle spese militari da 22 miliardi che il Governo Meloni contava di poter fare con la copertura della clausola di salvaguardia. Ogni scostamento di bilancio per aumentare la spesa in armi, anche se di entità inferiore a quanto previsto, renderà impossibile uscire dalla procedura d’infrazione il prossimo anno, lasciando in eredità al prossimo Governo – il nostro – una situazione finanziaria che per colpa del Patto di Stabilità sottoscritto da Meloni renderebbe difficile fare gli investimenti per la crescita e per il welfare di cui l’Italia ha bisogno. Quindi lanciamo un messaggio molto chiaro a Meloni, Giorgetti e Crosetto: non osate procedere con scostamenti di bilancio per aumenti straordinari delle spese militari che graverebbero sul futuro del Paese e dei cittadini”.
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