Milano, 25 set. (askanews) – Si è aperta ieri sera al Castello del Buonconsiglio la quinta edizione del “Trentodoc Festival”, in programma dal 25 al 27 settembre con 166 appuntamenti tra i territori di produzione, Trento e Rovereto (Trento). Il calendario comprende 130 eventi nelle cantine, 15 “Trentodoc Tasting”, 7 “Wine Talks”, 6 “Cook Tales” e 8 “Sparkling Stories”, assieme alle iniziative dell’enoteca provinciale di Palazzo Roccabruna, delle Aziende per il turismo, delle Strade del vino e dei sapori e degli operatori dell’ospitalità. La manifestazione, promossa dalla Provincia autonoma di Trento e organizzata da Trentino Marketing e Istituto Trentodoc in collaborazione con Corriere della Sera, arriva dopo l’anteprima a 2.101 metri sul Doss del Sabion. A Trento gli appuntamenti coinvolgono il Castello del Buonconsiglio, Palazzo Geremia, Palazzo Roccabruna, i Giardini San Marco e il chiostro degli Agostiniani, mentre il Mart di Rovereto (Trento) ospita due incontri.
“Il Trentodoc Festival non è più una scommessa: è ormai una kermesse che appartiene al Trentino” ha dichiarato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, aggiungendo che “nel corso degli anni la forza del Trentodoc è cresciuta moltissimo. Oltre ad essere riconosciuto per la sua qualità, è diventato un vero fattore identitario del Trentino, un ambasciatore della nostra viticoltura nel mondo. Lo dimostrano anche i numeri, con oltre 12,2 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, in una fase non semplice per il settore vitivinicolo”. Fugatti ha indicato anche il Festival come uno degli strumenti attraverso i quali rafforzare questa identità: “Su questa identità dobbiamo continuare a investire: anche in vista di ‘Vinitaly 2027’ stiamo lavorando a un padiglione che richiama il brand Trentino. Una presenza coordinata e riconoscibile che valorizzi ancora di più il nostro sistema vitivinicolo”.
L’assessore provinciale all’Agricoltura e Promozione dei prodotti trentini, Giulia Zanotelli, ha posto invece l’accento sul turismo del vino. “È attraverso l’enoturismo che possiamo mettere in relazione il vino con l’agricoltura, il paesaggio e il mondo dell’ospitalità” ha dichiarato, indicando tra gli obiettivi la costruzione di una proposta riconoscibile che utilizzi il vino anche come punto di accesso alla conoscenza del territorio.
Sono 74 le Case spumantistiche coinvolte nell’edizione 2026. “I 130 appuntamenti organizzati nelle cantine raccontano la ricchezza e la varietà di Trentodoc attraverso luoghi, persone e interpretazioni diverse, accomunate però dalla stessa identità e dagli stessi valori” ha dichiarato il presidente dell’Istituto Trentodoc, Stefano Fambri, precisando che durante il fine settimana il pubblico potrà incontrare i produttori, visitare le aziende e partecipare a degustazioni, passeggiate nei vigneti, laboratori e abbinamenti gastronomici.
I 7 “Wine Talks”, curati dal vicedirettore di Corriere della Sera e direttore artistico della manifestazione Luciano Ferraro, affrontano temi che vanno dal rapporto tra tempo e qualità alla critica enologica, dalla comunicazione sui nuovi media ai consumi degli under 30, fino alla gestione delle aziende e al rapporto tra vino e cinema. Tra gli ospiti figurano Salvino Benanti, Stefano Fambri, Rossana Gaja e Walter Veltroni. I “Trentodoc Tasting” approfondiscono invece le diverse espressioni del Metodo Classico trentino. Cristina Mercuri conduce “Perlage Tour in Trentino”, dedicato ai distretti produttivi, mentre altri incontri mettono a confronto vino fermo e spumante, bottiglia standard e Magnum e differenti tipologie di calice. Una degustazione sarà dedicata anche alle nuove aziende entrate nell’Istituto Trentodoc.
Le “Sparkling Stories” portano nel programma protagonisti della televisione, della letteratura, della musica e del teatro. Sono attesi Francesca Fialdini, Teresa Ciabatti, Filippo Caccamo, Samuel Romano dei Subsonica, Davide Van De Sfroos, Andrea Pennacchi e Noemi. Al Mart di Rovereto (Trento) Laura Morante ripercorrerà la propria esperienza tra cinema, regia e scrittura. I 6 “Cook Tales” affrontano i cambiamenti della cucina contemporanea. “Selvatico, la cucina wild: tra foraging e mare e selvaggina” coinvolge Alessandro Gilmozzi, Marco Visciola ed Edoardo Tilli, mentre gli altri incontri riguardano il futuro del fine dining italiano, l’autoproduzione, il ruolo della sala, l’affinamento dei formaggi e le cucine dei territori di mezzo.
