BOLOGNA – “Basta morti, facciamo rumore”. Così gli elmetti dei lavoratori vengono battuti sull’asfalto durante la manifestazione che si è tenuta oggi a Casalecchio, alle porte di Bologna, dopo la morte di Ruslan Railean: l’operaio edile, 45 anni, che sabato sera è stato investito da un veicolo mentre era al lavoro lungo la A14. Il presidio, organizzato davanti alla sede di Autostrade per l’Italia (Aspi), si è svolto nell’ambito dello sciopero proclamato dalla Cgil insieme alle sigle di categoria Fillea e Filt: due ore di astensione dal lavoro che hanno coinvolto i lavoratori dell’edilizia e quelli di Aspi.
IL SETTIMO INCIDENTE IN UN ANNO E MEZZO
Sulla morte di Railean “sarà compito della magistratura fare chiarezza ma sappiamo che era un appalto diretto di Aspi- afferma dal presidio Luca Simonazzi, segretario della Fillea bolognese- e oggi siamo qui, davanti alla sede Aspi, perchè nei cantieri stradali e autostradali si muore più che nella maggior parte degli altri settori. Questo è il settimo, in un anno e mezzo, che muore investito sulle autostrade”. Ci sono “scioperi che si vorrebbe non fare ma che dobbiamo fare”, dichiara il segretario della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli, ringraziando chi ha aderito alla protesta: “I lavoratori di Autostrade usciti in sciopero, quelli dei cantieri edili che si sono fermati, quelli dei cantiere del tram che hanno scioperato e sono qui”. Il segretario segnala poi che “saremo parte civile in questo processo, come in tutti, per arrivare fino in fondo” e ottenere “verità e giustizia per i familiari, per i colleghi e per tutto il mondo del lavoro”. Nel frattempo l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, “ha già risposto- segnala Bulgarelli- alla convocazione: partiamo dal Patto per il lavoro e il clima e andiamo oltre, miglioriamo, siamo a Bologna e possiamo anche fare un passo in più”.
DISASTRO INCIDENTI SUL LAVORO, IN CRESCITA DEL 12% DALL’ANNO SCORSO
Tutto ciò a fronte di un quadro nazionale “da disastro”, afferma Bulgarelli, riportando i dati del “macabro aggiornamento” portato avanti dall’operaio in pensione Carlo Soricelli: “Al 30 settembre 1.074 morti sul lavoro nel solo 2026, di cui 865 nei luoghi di lavoro e il resto in itinere. Con un aumento, 2026 su 2025, del 12%”.Presente alla manifestazione anche il segretario del Pd bolognese, Enrico Di Stasi: “Negli ultimi anni altri lavoratori hanno perso la vita durante lavori di manutenzione ferroviaria e autostradale. Non possiamo abituarci a questa conta drammatica. La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo né essere sacrificata alla velocità dei cantieri o alla logica del massimo ribasso”. Per Di Stasi servono dunque “più controlli, formazione, responsabilità chiare lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti e condizioni di lavoro che mettano sempre al primo posto la vita delle persone”.
LA RICHIESTA DI INCONTRO AD AUTOSTRADE
Nel frattempo la Uil e la Uiltrasporti dell’Emilia-Romagna, insieme alla sigla di categoria nazionale, chiedono un “confronto urgente” con Aspi: “Chiediamo che, nel proprio ruolo di committente, assicuri un presidio effettivo delle condizioni di lavoro e della prevenzione, attraverso un coordinamento puntuale e verifiche rigorose. Costi, ritmi e tempi di esecuzione non devono mai compromettere la tutela della vita”. Per la Uil, poi, “occorre valorizzare anche gli strumenti della bilateralità e il contributo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, trasformando formazione e prevenzione in pratiche quotidiane, verificabili sul campo. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter tornare a casa. È su questo principio che chiediamo risposte immediate e un’assunzione concreta di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti”.
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