Roma, 2 ott. (askanews) – Nel 2026 la produzione mondiale di cereali nel 2026 dovrebbe diminuire del 2,1% rispetto al 2025, attestandosi a 2.979 milioni di tonnellate; si tratterebbe comunque del secondo raccolto più abbondante mai registrato, dopo quello dell’anno precedente. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto “Cereal Supply and Demand Brief” pubblicato oggi dalla FAO.
Le previsioni aggiornate riflettono una revisione al rialzo per la produzione di grano, ora attesa a 813,9 milioni di tonnellate grazie al miglioramento delle condizioni meteorologiche in Australia; tale aumento è tuttavia più che compensato da una revisione al ribasso per i cereali secondari, ora stimati a 1.612 milioni di tonnellate a causa delle minori prospettive di resa nell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, dovute a condizioni climatiche calde e secche.
La produzione mondiale di riso è ora prevista a 552,5 milioni di tonnellate: le prospettive di produzione più basse in India, dovute in gran parte a una distribuzione irregolare delle piogge monsoniche prevalgono infatti sulle previsioni più ottimistiche per Giappone e Nepal. La FAO ha leggermente rivisto al rialzo le previsioni sull’utilizzo totale mondiale di cereali per il 2026/27, portandole a 2.966 milioni di tonnellate; tale variazione riflette un aumento per i cereali secondari, un calo per il frumento e l’invarianza per il riso rispetto alle stime del mese precedente.
Si prevede che le scorte mondiali di cereali alla chiusura delle campagne 2027 rimarranno invariate rispetto ai livelli di apertura, attestandosi a 950 milioni di tonnellate, poiché l’incremento delle riserve di frumento e orzo dovrebbe compensare la riduzione di quelle di riso e sorgo. Di conseguenza, il rapporto mondiale tra scorte e utilizzo alla fine delle campagne 2026/27 si attesta ora al 31,7%, in lieve calo rispetto al 32% della stagione precedente.
La FAO prevede inoltre una contrazione del commercio mondiale di cereali del 3,5% rispetto al livello record del 2025/26, scendendo a 505,8 milioni di tonnellate. È probabile che le esportazioni di frumento e mais subiscano un calo più marcato del previsto, dovuto in gran parte alle limitazioni che interessano le rotte di navigazione nel Mar Nero e a un’insufficiente capacità di trasporto alternativa. Si prevede che il commercio internazionale di riso diminuirà del 2,2% nel 2026, per poi riprendersi dell’1,7% nel 2027.
