venerdì, 9 Ottobre 26

Schlein incassa il sì in direzione Pd, ma resta la ‘spina’ dei riformisti

PoliticaSchlein incassa il sì in direzione Pd, ma resta la ‘spina’ dei riformisti

ROMA – La direzione del Partito democratico sposa la linea della segretaria, Elly Schlein. O quasi. A pungere ci pensa l’ala riformista che non partecipa al voto e vorrebbe più centro, meno sinistra e soprattutto meno 5 Stelle e i loro “veti”. Quell’uno non vale uno’ pronunciato dalla segretaria ad esempio è piaciuto un po’ a tutti anche tra gli stessi riformisti. E’ piaciuto a Lorenzo Guerini che lo ha definito “uno scatto d’orgoglio”, ed è piaciuto anche alla senatrice Sandra Zampa. A quest’ultima tuttavia non abbastanza: “Andava detto prima”, ha sentenziato. Tema caro ai riformisti anche la doppia candidatura alle primarie con possibile doppio turno. Ma come ammesso dallo stesso Giorgio Gori, dai vertici è arrivato un bel “non se ne parla”.

Apprezzamento invece per la conferma del sostegno a Kiev. Sempre tra i riformisti, la senatrice Simona Malpezzi evoca una “road map” che porti al congresso. Quest’ultimo da tenersi dopo le elezioni, ma con una programmazione da concordare prima. Riformisti a parte, il resto della direzione è compatta sulla segretaria, come dimostra anche il voto unanime alla sua relazione con lungo applauso annesso. Il presidente del partito, Stefano Bonaccini sottoscrive l’unità tanto cara alla segretaria e ribadisce la necessità di stilare il programma “prima della scelta della leadership”. Di unità e identità parla anche il capogruppo al Senato, Francesco Boccia. “Noi siamo il Pd- dice- e non dobbiamo diventare un po’ 5Stelle e un po’ Avs”. La collega alla Camera, Chiara Braga mette in risalto il “mandato forte” che la direzione del Pd ha dato a Schlein “per fare quello che serve al Paese”. Infine, la vicepresidente della Camera, Anna Ascani liquida l’ipotesi federatore, definendola “senza senso”.
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