venerdì, 9 Ottobre 26

La nota politica di Mario Sechi | Trump vince la partita del G7 sull’energia, Giorgetti parla ai mercati. Il centrosinistra? E’ un rumore di fondo

PoliticaLa nota politica di Mario Sechi | Trump vince la partita del G7 sull’energia, Giorgetti parla ai mercati. Il centrosinistra? E’ un rumore di fondo

ROMA – La notizia del giorno non è Schlein che avvisa Conte né Giuseppe che cangura Elly e si auto-rilancia sulle primarie. La partita geopolitica sull’energia ha ridisegnato le priorità della giornata, relegando le manovre interne del centrosinistra a rumore di fondo. Trump ha imposto la sua linea al G7 sul rilascio delle riserve di diesel, battendo la posizione europea di intervento coordinato: una vittoria strutturale che conferma come Washington operi esclusivamente nell’interesse nazionale americano, non come garante dell’ordine multilaterale. Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America e non d’Europa (soggetto che non c’è) e il suo interesse è quello di mantenere alto lo scudo energetico americano. Il segnale interno da leggere in questo scenario è arrivato da Giancarlo Giorgetti che ha lanciato un messaggio preciso ai mercati ù non ai partiti, che hanno già deciso la linea, avvertendo che la manovra richiede prudenza in un contesto in cui i rendimenti del debito sovrano stanno salendo e gli spread si stanno allargando.

Giorgia Meloni conosce il tema e ha in mente lo svolgimento, sa anche che bisogna essere elastici, dunque anche lo scostamento è un cantiere aperto al lavoro parlamentare sulla legge di bilancio. Il vero campo di battaglia non è Schlein contro Conte, né il Campo largo, dove siamo a Babele: è la credibilità fiscale dell’Italia davanti agli investitori istituzionali che comprano e vendono il debito pubblico italiano ogni giorno.

Il quadro è chiaro: energia, debito e instabilità sistemica sono un unico campo di forze.

1. Trump vince la partita del G7 sull’energia

Il confronto tra Washington e le capitali europee si è chiuso con una resa di fatto del fronte europeo. Gli europei puntavano a un’azione congiunta e coordinata sulle riserve strategiche di diesel; l’Amministrazione Trump ha minacciato un’azione unilaterale, ottenendo la capitolazione. L’impatto atteso è un calo del prezzo, sostenuto da due fattori aggiuntivi:

– Lo Stretto di Hormuz è attualmente aperto, riducendo il premio di rischio sulle forniture.- L’Iran si trova di fronte a un bivio strategico: riprendere gli attacchi missilistici o cercare un accordo, con il secondo scenario che rafforzerebbe ulteriormente la pressione al ribasso sui prezzi.

2. Giorgetti parla prima ai mercati (la gestione del bilancio è realista) e di rimbalzo ai partiti

Il Ministro dell’Economia in Cdm non ha alzato una diga interna né ha ammonito i colleghi di coalizione, quelli sono titoli da gossip politico, Giorgetti sta parlando direttamente agli investitori istituzionali, usando il linguaggio della prudenza in un momento in cui i rendimenti dei titoli sovrani europei e gli spread sono in risalita. Il motore del surriscaldamento è in America, la soluzione (o complicazione) è nelle mani di Trump e del ministro del Tesoro Bessent. La lettura corretta è quella di un governo che monitora il costo del servizio del debito e ne anticipa l’impatto sui conti pubblici, prima che diventi una crisi. La manovra sarà da ciclo elettorale, ma con giudizio è un focus sull’efficacia nei confronti del ceto medio.

3. Il Centrosinistra è in stallo

Elly Schlein ha tentato di affermare la leadership del PD rivendicando il primato nei consensi, ma ha di fatto consegnato a Giuseppe Conte la leva tattica dandogli la possibilità di schiacciare la palla dopo averla alzata affermando che nel centrosinistra uno non vale uno.

Conte ha risposto spingendo le primarie di coalizione ù uno strumento che gli consente di contarsi, consolidare la base M5S e presentarsi al confronto con il PD da una posizione di forza numerica. Il campo largo rimane un’architettura fragile, priva di un centro di gravità credibile. È lo scenario che preoccupa Goffredo Bettini, il cervello dell’alleanza, l’uomo che riaprendo il cantiere culturale di Rinascita – da seguire, per vivacità, singolarità e contraddizione interna – prova a tenere insieme guerra e pace nel Campo largo.

4. Il Contesto Europeo: Spagna verso l’implosione del governo, Francia in nevrosi

Il governo Sanchez è stato sconfitto in Parlamento sul dossier abitativo. Pedro Sanchez valuta se resistere esponendosi a ulteriori sconfitte o anticipare le elezioni. È sempre corrida e in quella socialista il torero Sanchez rischia di essere incornato dal toro della realtà. In Francia le strade continuano a essere teatro di disordini, è l’esplosione un nichilismo giovanile – potenziato dall’immigrazione di seconda e terza generazione – cavalcato da La France Insoumise di Melenchon, la premessa del caos. Madrid piange, Parigi brucia, Roma fa i conti.
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