Milano, 12 ott. (askanews) – Michela Adriano presenta “MA”, un nuovo vino rosso del quale ha scelto di non rivelare i vitigni che compongono l’assemblaggio, lasciando al consumatore la libertà di giudicarlo senza conoscerne preventivamente l’identità varietale. Il debutto è previsto venerdì 16 ottobre alla Bottega dei Quattro Vini, Cantina comunale di Neive (Cuneo). La decisione assume un significato particolare nelle Langhe, dove il rapporto tra vitigni, menzioni geografiche e Denominazioni costituisce uno degli elementi fondamentali della cultura enologica. Con “MA”, la produttrice intende invertire il consueto percorso di conoscenza del vino, facendo precedere l’assaggio alle informazioni tecniche che normalmente ne accompagnano la presentazione.
“Ho la sensazione che soprattutto i giovani abbiano quasi paura di ordinare una bottiglia perché pensano di dover per forza conoscere il vitigno, la menzione, la tecnica o la temperatura perfetta” ha spiegato Adriano, sottolineando che “io credo che il vino debba tornare a essere soprattutto quello per cui è nato: qualcosa da mettere al centro del tavolo per stare bene insieme, ascoltarsi e fare squadra. Deve piacere. E basta. Senza copioni e senza maschere”.
Il nome “MA” riprende le iniziali della produttrice e, contemporaneamente, la congiunzione avversativa con cui intende rispondere ad alcuni luoghi comuni del settore. Dalla presunta disaffezione dei giovani al vino alla posizione delle donne nelle aziende vitivinicole, fino all’immagine delle Langhe come territorio nel quale prevalgono rigore e tradizione, Adriano propone una lettura meno convenzionale del rapporto tra prodotto e consumatore. La decisione di mantenere riservata la composizione del vino, che non reca una Denominazione d’origine, non rappresenta una contestazione del sistema delle Doc e Docg, ma un diverso approccio alla comunicazione, distinto dagli obblighi normativi di etichettatura.
Anche la veste grafica segue un’impostazione distante dalle consuetudini locali. La bottiglia in vetro trasparente lascia vedere il colore rosso del vino, mentre una goccia di ceralacca sigilla il tappo e nasconde brevi messaggi. L’etichetta è composta da sticker colorati che richiamano esperienze personali: il cerotto rappresenta la cura di sé, la mappa la curiosità e il desiderio di esplorare, la tenda l’avventura e la farfalla la trasformazione. Una composizione che utilizza simboli legati alla dimensione individuale e al cambiamento, anziché i riferimenti più consueti al territorio e alla tradizione vitivinicola.
L’azienda Adriano Marco e Vittorio ha sede a San Rocco Seno d’Elvio, frazione di Alba (Cuneo) compresa nell’area di produzione del Barbaresco. Le origini dell’attività agricola familiare risalgono agli inizi del Novecento, quando Giuseppe Adriano e la moglie Teresa lavoravano la terra come mezzadri. Nel 1968 il figlio Aldo, assieme alla moglie Maddalena, acquistò una cascina a San Rocco Seno d’Elvio. La successiva trasformazione dell’impresa arrivò con Marco e Vittorio Adriano e le rispettive mogli Luciana e Grazia, che nel 1994 decisero di vinificare le uve di proprietà e commercializzare le prime bottiglie con il marchio familiare.
Oggi l’azienda si estende su 50 ettari complessivi, dei quali 30 destinati alla vite, 10 ai noccioleti e altrettanti a boschi e terreni a riposo. Nei vigneti sono coltivati Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Freisa, Sauvignon Blanc e Moscato Bianco. La produzione utilizza esclusivamente uve di proprietà e comprende vini legati alle principali Denominazioni locali, tra cui i Barbaresco Docg “Basarin” e “Sanadaive”, il Langhe Doc Nebbiolo “Cainassa” e il Langhe Doc Freisa “Lice”. Il nuovo rosso si affianca quindi a un catalogo costruito nel tempo sulla riconoscibilità delle varietà e dei luoghi d’origine.
Una parte importante dei vigneti si trova a San Rocco Seno d’Elvio, mentre a Neive la famiglia possiede circa sette ettari nella menzione geografica Basarin, uno dei territori di riferimento per la produzione del Barbaresco. Alcuni appezzamenti presentano pendenze marcate, che richiedono particolare attenzione alla gestione dei terreni e delle acque.
Michela Adriano è entrata nell’impresa familiare nel luglio 2014, dopo il diploma al liceo linguistico. Inizialmente impegnata nella comunicazione e nei rapporti commerciali accanto alla madre Grazia, ha assunto progressivamente responsabilità nell’export e nei contatti con importatori e clienti esteri. L’esperienza le ha permesso di conoscere mercati e interlocutori differenti, confrontandosi con le modalità attraverso le quali il vino italiano viene presentato e percepito fuori dai territori di produzione.
Il lancio di “MA” costituisce una nuova tappa del suo percorso professionale nell’azienda di famiglia, affiancando alle etichette tradizionali una proposta che privilegia l’esperienza dell’assaggio e un linguaggio meno specialistico. Adriano è inoltre tra le promotrici delle “Sbarbatelle”, rete che favorisce il confronto tra giovani donne impegnate nella viticoltura italiana, ed è attiva nella Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) e nel Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani.
La presentazione di venerdì 16 ottobre si svolgerà alla Bottega dei Quattro Vini di Neive con un “Opening Party” dalle 18 alle 21, durante il quale il pubblico potrà assaggiare “MA” e incontrare la produttrice. La serata darà avvio anche al “MA Tour”, una serie di appuntamenti che nei prossimi mesi coinvolgerà locali e bistrot italiani. Tra le tappe previste figura Bologna, durante il Mercato della Fivi, in programma a novembre, con un ulteriore evento cittadino dedicato al nuovo vino.
