Roma, 12 ott. (askanews) – Integrare il Made in Italy con il “Made with Italy”, costruendo filiere capaci di unire tecnologie, ricerca e know-how italiani alle risorse, alle capacità produttive e alla conoscenza dei mercati dei Paesi coinvolti. È la prospettiva nella quale si inserisce il convegno “Investire nell’agricoltura africana – Opportunità e modelli Made in Italy”, promosso da Fondazione SINNOVA, in programma giovedì 15 ottobre alle ore 11.00 al Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, via Uffici del Vicario 21, sala Tatarella.
L’appuntamento – si legge in un comunicato – segna anche la presentazione istituzionale della Fondazione, concepita come hub per mettere in relazione imprese, università, ricerca e istituzioni e trasformare competenze complementari in progetti concreti. Ad aprire e moderare i lavori sarà la parlamentare Alessia Ambrosi, Commissione Politiche dell’Unione Europea e Aerospazio. Dopo i saluti istituzionali del viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, interverranno Fabio Attorre, presidente di Fondazione SINNOVA, Jacopo Sica, Gruppo Del Monte; Giuseppe Spadafora e Arrigo Montella, vicepresidenti della Fondazione.
In Senegal un primo progetto: agrivoltaico e filiera agroindustriale Un primo progetto sarà presentato proprio nel corso dell’incontro. A Notto Gouye Diama, nella regione di Thiès, in Senegal, è in fase di avvio un polo agrivoltaico e agroindustriale nato dalla Convenzione-quadro di partenariato strategico sottoscritta il 5 settembre 2026 tra il Comune senegalese e Unimpresa Sicilia, con il concorso di Fondazione SINNOVA. Il progetto interessa 380 ettari: su 200 ettari è previsto un impianto agrivoltaico da circa 95 MWp, con colture orticole e moringa sotto i pannelli, mentre sui restanti 180 ettari è previsto lo sviluppo di una filiera orticola, frutticola, zootecnica e di trasformazione, con celle frigorifere aperte anche ai produttori locali. Il piano comprende, inoltre, un Hub delle Imprese Unimpresa e un Centro internazionale di formazione professionale. A regime sono previsti 500 posti di lavoro stabili. Il piano finanziario prevede il ricorso a strumenti collegati al Piano Mattei per l’Africa e il coinvolgimento di un operatore energetico a partecipazione pubblica italiana.
Fondazione SINNOVA punta, inoltre, ad attrarre investimenti italiani ed esteri e a costruire accordi e partenariati istituzionali a supporto delle iniziative economiche. Il progetto – prosegue la nota – rappresenta un primo esempio concreto del modello che Fondazione SINNOVA intende promuovere: integrare investimenti, competenze italiane e capacità locali in iniziative di sviluppo condiviso. Progetti operativi, proposti da aziende italiane, saranno presentati in occasione del convegno.
Perché partire dall’agricoltura africana. Filiere e sicurezza alimentare: collegare produzione agricola, trasformazione, logistica, qualità e accesso ai mercati, rafforzando la capacità dei territori di generare valore nel tempo. Tecnologie e know-how: mettere a disposizione competenze italiane su agricoltura sostenibile, gestione dell’acqua, energia, meccanizzazione, trasformazione agroalimentare, tracciabilità e controllo della qualità. Partnership pubblico-private: integrare imprese, università, istituzioni e finanza per costruire progetti sostenibili e concretamente realizzabili, anche nell’ambito delle opportunità collegate al Piano Mattei. Cooperazione e capacity building: affiancare agli investimenti programmi rivolti a tecnici, ricercatori e funzionari, scambi accademici, formazione e iniziative per rafforzare università, centri di ricerca e istituzioni scientifiche locali. Modelli replicabili: sviluppare soluzioni sperimentate, misurabili e documentabili, trasformabili in best practice trasferibili ad altri territori, filiere e Paesi.
Per SINNOVA la sostenibilità non coincide soltanto con il rispetto di standard ambientali o criteri ESG, ma significa costruire iniziative capaci di produrre risultati duraturi.
I soci fondatori e la rete di sistema. La forza di SINNOVA risiede in un network multidisciplinare che riunisce Orto Botanico di Roma, Università di Parma, Unione Italiana Food, Finitaly International, IC&Partners, Del Monte Italy, CRSL – Centro Ricerche e Studi dei Laghi, A&ELLE Consulting, Considi, Finterna, CUEM – Unitelma, Strategia e Controllo, Unimpresa e TiburTech Hub, mettendo a sistema competenze nei settori della ricerca, della formazione, dell’innovazione, della sostenibilità, della finanza, dell’internazionalizzazione e dello sviluppo competitivo delle imprese. Anche la scelta dell’Orto Botanico di Roma, sul Gianicolo, come sede della Fondazione rappresenta simbolicamente il modello cui SINNOVA aspira: uno spazio nel quale ricerca, impresa e istituzioni si incontrano e che può svilupparsi come piattaforma di diplomazia scientifica e culturale, favorendo progetti condivisi con Paesi partner sui temi della biodiversità, del cambiamento climatico, dell’agricoltura sostenibile e della formazione.
