sabato, 17 Ottobre 26

Trump in Georgia per sostenere repubblicani a elezioni metà mandato

Milano, 17 ott. (askanews) – Il presidente...

Fonteverde: clientela terme è cambiata, forte bisogno di rallenare

San Casciano dei Bagni, 16 ott. (askanews)...

La ‘madre prescelta’ che ha rinunciato a 40 milioni di dollari per fare un film contro Musk: chi è Ashley St. Clair

MondoLa ‘madre prescelta’ che ha rinunciato a 40 milioni di dollari per fare un film contro Musk: chi è Ashley St. Clair

ROMA – Il documentario “sull’uomo più controverso del nostro tempo”, Elon Musk, presentato in anteprima a Venezia, la vede tra le protagoniste. Non avrebbe potuto parteciparvi se non avesse rifiutato quei 40 milioni di dollari offerti dal tycoon (per tacere su di lui). Ma Ashley St. Clair, 27 anni, ha sfilato a testa alta sul red carpet in laguna, lo scorso 8 settembre, in occasione della Mostra Internazionale del Cinema, per riprendersi la sua rivincita: è tra le persone intervistate dal regista Alex Gibney in “Musk”, in uscita nelle sale degli Stati Uniti tra pochi giorni, il prossimo 16 ottobre.

‘MUSK’ BOCCIATO DA MUSK

Il docufilm- realizzato dal regista già premio Oscar che ha portato alla luce gli scandali di Guantánamo e messo sotto i riflettori Scientology- è stato ampiamente bocciato dal suo effettivo protagonista che lo ha liquidato come una “pellicola denigratoria”. E riferendosi alla stessa Ashley, ha negato l’offerta fatta per un accordo di riservatezza e su X, ci ha tenuto a precisare che la ragazZa “ha l’abitudine di rilasciare dichiarazioni false”. Nonostante ciò, c’è grande attesa per conoscere quali rivelazioni potrà contenere il film. A pochi giorni dalla sua uscita negli Usa, Ashley St Clair è stata intervistata dal New York Times che prima di tutto la presenta come “ex influencer conservatrice che ha dato alla luce un figlio di Musk nel 2024”. Nel film a (s)parlare di Musk non c’è solo lei: la sua voce è, tra le altre, insieme a quella di Justine Wilson, prima moglie di Musk, del filosofo Samuel Benjamin Harris e del padrino dell’IA Geoffrey Hilton. Ma è sicuramente l’unica ad avere rifiutato nel 2026 di firmare un accordo di riservatezza dal valore di 40 milioni di dollari proprio per impedirle di parlare pubblicamente del suo ex compagno e di partecipare al film.

IL GIALLO DELL’ACCORDO DA 40 MILIARDI DI DOLLARI

L’accordo di riservatezza, Nda, spiega la giovane rispondendo a una domanda del NYT, gli è stato inviato “al secondo mese dopo il parto (del figlio avuto con Musk). A inviarglielo ‘tramite un messaggio a scomparsa su Signal’ fu Jared Birchall, gestore finanziario e braccio destro di Elon, “Non avevamo un accordo finanziario formale- spiega St Clair- quindi in quel momento ricevere l’NDA suonava come: ‘Se vuoi qualsiasi tipo di sostegno, firma qui'”. I termini dell’accordo erano chiarissimi: “Non potevo parlare di Elon o di qualsiasi cosa riguardasse la nostra relazione, per sempre, e tali condizioni si sarebbero applicate anche ai miei eredi”, prosegue la 27enne. “Avrei potuto dire a nostro figlio chi fosse suo padre, ma non avrei potuto dirlo all’altro mio figlio, né a chiunque altro- prosegue- Offriva una somma forfettaria di 15 milioni di dollari, più 100.000 dollari al mese per 21 anni”.Ma quell’accordo non lo ha mai firmato: “Per me era più una questione morale che legale- spiega al giornalista- Gli risposi che la dignità dei miei figli non è una merce di scambio”.

LA STORIA CON IL TYCOON: DAI MESSAGGI ALL’INVITO A PROVIDENCE

La ragazza spiega poi come conobbe Musk: “Nel 2023 lavoravo per un sito di informazione conservatore, The Babylon Bee, ed ero una madre single. Avevo anche una presenza pubblica, soprattutto su Twitter, dove riprendevo i temi cari al movimento MAGA. Elon ha iniziato a seguirmi su Twitter e mi ha scritto in privato”.Fin da subito, solo perché aveva attirato le attenzioni del tycoon, l’influencer riceveva messaggi di congratulazioni da persone dell’ambiente MAGA. “Subito si è iniziato a dire ‘Sarà lei la prossima madre dei suoi figli'”. Allora St Clair non aveva ancora compiuto 24 anni. Il loro primo incontro avvenne su richiesta di Musk: “Ci scambiavamo messaggi privati ​​su Twitter e poi, durante un’intervista per il *Bee*, lui mi chiese di andare da lui a Providence, nel Rhode Island e nel giro di un’ora ero sul suo aereo”. A Providence “abbiamo condiviso la camera d’albergo e lui si è addormentato ascoltando un podcast su Kublai Khan. È stato tutto molto surreale”. Da lì inizio una vera e propria relazione, nonostante le particolarità di Musk: “Eravamo in contatto ogni giorno, ma non ho mai pensato: ‘Sono io quella prescelta’. All’epoca lui era visto come un salvatore della libertà di parola ed ero molto coinvolta in tutto questo. Direi che c’era anche una certa idealizzazione”.

LA PROPOSTA DI UN FIGLIO

Pochi mesi dopo, durante una vacanza a St. Barts lui le propose di fare un figlio insieme”. La ragazza – che aveva già un figlio da una precedente relazione- accettò: “Volevo altri figli, quindi significava che avrei sempre potuto mantenerli economicamente. Inoltre, nell’ambiente MAGA, essere una madre single era considerata una macchia sulla propria reputazione. Quindi, avere l’appoggio di un esponente di spicco della destra, che legittimava quella scelta, per me contava moltissimo”. I dubbi iniziarono poi, quando nel corso della gravidanza iniziò a seguire la battaglia per l’affidamento tra Elon e la sua ex, Grimes, madre di tre figli del miliardario. Da lì iniziarono a sorgere dei dubbi: “Mi ha fatto pensare che dovevo proteggermi”.

LE BATTAGLIE IN CORSO

Ora l’ex madre prescelta si trova coinvolta in una causa contro xAI, compagnia di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk per contenuti generati e diffusi dal chatbot Grok relativi a immagini di nudo e deepfake non consensuali e sessualmente espliciti che la ritraevano. Più la battaglia per il figlio Romulus, nato nel settembre 2024: di fronte alle richieste della donna e ai primi contrasti, Musk infatti ha fatto causa per ottenere la custodia esclusiva del bambino.

“SENTO L’OBBLIGO MORALE DI RACCONTARE”

Lei è passata al contrattacco, dicendo sì al documentario di Gibney. “La gente deve capire che, se ho un ruolo di primo piano nel documentario, è in parte perché altre persone non possono parlare”, è la sua motivazione. “Non vorrei dover parlare in pubblico. Non vorrei rilasciare questa intervista proprio ora. Ma sento l’obbligo morale di raccontare la mia esperienza”.La rottura con Musk coincide anche con l’allontanamento della giovane dal movimento MAGA. “C’erano momenti in cui non accettavo ciò a cui assistevo — la misoginia, il razzismo — ma ero una codarda”. Lei rigetta le accuse di aver cambiato ‘maglia’ perché rifiutata dalla destra. In realtà oggi si sente in colpa per i contenuti diffusi estremisti diffusi in passato. “Ci penso continuamente. Di recente ho ricevuto una notizia riguardo a ospedali che interrompevano le cure di affermazione di genere. Quando l’ho letta, ho provato un immenso rimorso. So che probabilmente sarebbe successo anche senza di me, ma continuo a sentirmi in colpa per il ruolo che ho avuto”. Di qui il taglio netto e la svolta intrapresa: “Dopo anni di propaganda, disonestà e un coinvolgimento nel movimento MAGA durato quasi un decennio- ammette infine- il mio unico compito è essere onesta e dare l’esempio ai miei figli, assumermi le mie responsabilità”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: