ROMA – E’ partita la quinta giornata di mobilitazione studentesca in Francia: circa 200 gli istituti superiori che oggi restano chiusi in tutto il Paese, contro i 130 di ieri, stando ai dati del ministero dell’Istruzione che monitora circa 3.700 scuole. Mentre si registrano già sit-in davanti a diverse scuole, si attende la grande manifestazione di Parigi, che partirà da Place d’Italie alle 14. Annunciate inoltre iniziative a Lione, Marsiglia, Lille, Tolosa e Bordeaux. Ieri il presidente Emmanuel Macron è intervenuto per chiedere che le proteste – che da settembre radunano liceali, insegnanti e anche il mondo accademico per migliorare la qualità dell’istruzione pubblica – si svolgano “con calma, in modo ordinato e nel rispetto delle persone e delle proprietà”, in un clima sempre più teso, tra incidenti di facinorosi e ferimenti gravi di minorenni a causa degli interventi delle forze dell’ordine. Ma per sindacati e unioni studentesche, le risposte per il momento arrivate dalle istituzioni sarebbero “briciole” in confronto alle necessità reali che studenti e personale del settore stanno presentando da settembre scorso.
In attesa del corteo nella capitale, stamani intanto al liceo Paul-Eluard di Saint-Denis è arrivata anche l’attivista per i diritti umani e ambientali Greta Thunberg. “In Francia, come nel resto del mondo, i giovani sono ignorati ed è tempo che si mobilitino per reclamare ciò che gli spetta di diritto” ha detto ai cronisti la 23enne svedese, che ha poi aggiunto: “Da tutto il mondo, stiamo seguendo l’esempio degli studenti francesi che ci stanno mostrando la via e dicendo cosa dovremmo fare tutti. Perché una società che non investe nei giovani e li ignora sistematicamente, dimostra di essere una società che ha perso. Da tutto il mondo- ha concluso- siamo al fianco degli studenti francesi nella loro lotta per i diritti umani fondamentali”.
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