ROMA – Re Felipe di Spagna, insieme alla regina Letizia, sono attesi intorno alle 12.30 a Ceuta, l’exclave spagnola nel nord del Marocco. La visita dei monarchi – la prima, da quella di re Juan Carlos I del 2007 – ha come obiettivo esprimere solidarietà alla cittadinanza, che accoglie centinaia di persone migranti dall’Africa e dall’Asia. La visita – che prevede anche incontri con la società civile e al cimitero dove riposano le persone migranti che non ce l’hanno fatta – proseguirà anche domani a Melilla, la seconda città spagnola sul suolo del Paese nordafricano, che come la prima è meta per i migranti che cercano di presentare richiesta d’asilo sul territorio europeo, attraverso vie irregolari.
Occhi puntati, però, sulle eventuali reazioni delle autorità del Marocco. Il viaggio dei due monarchi si inserisce in un momento di tensione col regno marocchino, proprio in seguito alla crisi migratoria e umanitaria registrata a fine luglio scorso, quando, in meno di 48 ore, quasi 80mila persone senza documenti hanno superato le alte recinsioni che circondano la cittadina e si sono riversate nella città spagnola che conta poco più di 80mila abitanti. Ben 140 migranti hanno perso la vita. Circa 70mila erano cittadini marocchini e sono stati quasi immediatamente rimpatriati, tuttavia diverse migliaia di persone restano a Ceuta, di cui circa la metà sono minori.Un evento che ha innescato anche tensioni tra il governo di Madrid e Rabat- Sebbene il premier Sanchez abbia lodato la risposta del Marocco, sono sorti dubbi circa la cusa capacità di prevenire la crisi. Poi, l’Europa, e in particolare l’Italia, che ha sospeso l’accordo Schengen con la Spagna per timori di migranti che attraversano i confini diretti verso il nostro Paese. I partiti di opposizione hanno attaccato il governo socialista di Pedro Sanchez, così come ha fatto Bruxelles e vari Stati membri, accusandolo di aver in qualche odo incoraggiato gli arrivi dopo che, per rispondere alle richieste del settore imprenditoriale, ad aprile ha avviato una maxi regolarizzazione dei richiedenti asilo già presenti nel Paese. Un tema che, con le dimissioni anticipate di Sanchez in seguito alle proteste per la crisi abitativa, dominerà anche le legislative anticipate di novembre.
(photo credit: screenshot da Rtve/web)
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