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Ex Ilva, da sindacati altre 48 ore di sciopero. A Genova tende sotto la Prefettura

PoliticaEx Ilva, da sindacati altre 48 ore di sciopero. A Genova tende sotto la Prefettura

di Marta Tartarini e Eliana Quattrini

ROMA – “In considerazione delle mancate risposte del Governo, Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato ulteriori 48 ore di sciopero. A livello territoriale saranno organizzate tutte le iniziative necessarie. In attesa della convocazione a Palazzo Chigi, valuteremo di proclamare ulteriori scioperi”. Così i sindacati.

TENDE SOTTO PREFETTURA GENOVA, CISL: “NON PERDIAMO ALTRO TEMPO”

“Assurdo che lo Stato intervenga sul lavoro e non sugli ammortizzatori sociali. Chiediamo che si occupi dell’approvvigionamento della materia prima per continuare a lavorare”. Così interviene Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria, sul caso dell’ex Ilva mentre a Genova prosegue senza sosta il presidio permanente dei lavoratori. Da ieri sono accampati davanti alla Prefettura con le tende, grigliata serale compresa. Il centro della città è bloccato dalla mobilitazione contro la chiusura dello stabilimento di Cornigliano. Il Comune di Genova con la sindaca Silvia Salis e la Regione Liguria con il presidente Marco Bucci sono schierati per una volta compatti a fianco dei metalmeccanici. “Bisogna agire subito- spiega Venzano- e garantire l’approvvigionamento della materia prima necessaria a mantenere attive le lavorazioni. Cornigliano ha le potenzialità per continuare a produrre e non possiamo accettare che uno stabilimento con un mercato di riferimento venga fermato per mancanza di coils”. I coils sono bobine metalliche ottenute dalla laminazione a freddo di semilavorati metallici.

“Il 15 novembre- continua Venzano- è una scadenza troppo vicina per permetterci di perdere altro tempo. Servono risposte concrete, perché i lavoratori hanno bisogno di certezze e non possono continuare a pagare il prezzo di una crisi che si trascina da troppo tempo”. Bisogna “intervenire rapidamente- afferma- per l’approvvigionamento della materia prima, creando le condizioni per mantenere operative le linee produttive in attesa di una soluzione industriale. Non possiamo permettere che i tempi di attesa troppo lunghi compromettano il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori, è assurdo che lo Stato investa sugli ammortizzatori sociali invece che sul lavoro”.
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