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Energia, Meloni: su aumento costi risposta deve essere coordinata e rapida

AttualitàEnergia, Meloni: su aumento costi risposta deve essere coordinata e rapida

Roma, 14 ott. (askanews) – Contro il caro energia “la risposta deve essere coordinata e rapida”, “nessuno, di fronte a uno scenario del genere, può rispondere efficacemente da solo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in aula al Senato nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

Parlando di competitività, la premier ha ricordato che “il Consiglio Europeo farà il punto sull’attuazione dell’agenda “One Europe, One Market” e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e autorizzazione. Sono obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo”.

“Però, la questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è un’altra: il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico”, ha osservato.

“Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento – ha sottolineato – incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell’energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese. Nessuno, di fronte a uno scenario del genere, può rispondere efficacemente da solo. La risposta deve essere coordinata e rapida. Per questo abbiamo lavorato per raggiungere un accordo in ambito G7, che ha previsto il rilascio sui mercati di un significativo quantitativo di carburante, anche per prevenire il rischio di un blocco delle esportazioni americane, che avrebbe impattato pesantemente sulle nostre economie”.

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