ROMA – In Francia il movimento dei Gilet gialli scende in piazza al fianco della mobilitazione dei liceali: appuntamento per sabato 17 ottobre a Parigi, con orario e percorso ancora da definire. L’appello ad unirsi a questa iniziativa, in realtà, circola dalla fine dell’estate scorsa: il movimento di contestazione divenuto celebre nel 2018 è tornato a farsi sentire, soprattutto sui social network, in conseguenza del malcontento per l’impennata del costo del carburante, delle bollette e dei prodotti alimentari che ha investito la Francia, come altri Paesi europei che subiscono gli effetti delle guerre in Ucraina e Medio Oriente. Il motto non ufficiale, ma che torna nei post e nei video, è “i francesi sopravvivono a stento”, mentre torna a farsi sentire Jérôme Rodrigues, voce storica dei Gilet gialli (Gilets Jaunes) che ieri ha invocato “l’unione della collera”. “Ognuno- ha detto Bfmtv- è arrabbiato per qualcosa e ci sono tante ragioni per cui combattere in questo Paese. Sabato quindi deve essere una giornata in cui farci sentire perché non arrivano risposte dal governo”.
LA PROPOSTA DEL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE
Istanze che si sovrappongono alla mobilitazione studentesca, che ieri per la quinta giornata nazionale da settembre ha portato in strada migliaia di manifestanti, tra liceali, insegnanti e universitari, per chiedere al governo un piano in dieci punti a partire dalla ristrutturazione degli edifici scolastici e nuove assunzioni nel corpo docente, per un investimento complessivo di 10 miliardi di euro. Il ministro dell’Istruzione Eduard Geffray ha proposto di passare da 800 milioni a 1,2 miliardi in vista della prossima legge di bilancio 2027. Geffray ha sostenuto che si tratterebbe di un ottimo compromesso, anche alla luce del fatto che a causa del calo demografico la scuola pubblica ha perso 160mila studenti nel 2015 e altri 180mila nel 2026. Ma per le varie unioni studentesche non basta. Molte hanno risposto all’appello dei sindacati – a partire dall’organizzazione-ombrello della Cgt – di far convergere i movimenti di contestazione proprio sabato 17 ottobre, primo giorno delle vacanze di Ognissanti che in Francia durano fino al 2 novembre.
DUBBI SULLE ADESIONI
Il governo, secondo gli analisti, starebbe sperando che in queste due settimane la mobilitazione studentesca si sgonfi. Ieri dall’esecutivo hanno insistito sul fatto che già si osserverebbe un forte calo nelle adesioni: secondo il ministero dell’Interno, meno di 250mila persone avrebbe preso parte ai cortei di ieri. Per i sindacati invece non meno di 450mila sono scese in strada. L’appuntamento di sabato assume quindi i contorni di un confronto decisivo tra i due schieramenti: sarà davvero un flop oppure i movimenti di contestazione riusciranno a fare squadra, sfruttando l’impulso dei Gilet gialli? Intanto si attendono orari e tappe della manifestazione di sabato, mentre i sindacati del trasporto pubblico esitano. Quello degli assistenti di volo e piloti hanno sospeso uno sciopero nazionale di cinque giorni previsto dal 17 al 21 per cotestare le riforme nel sistema pensionistico. Il quotidiano Le Parisien fa sapere che, contattate in merito, né l’azienda delle ferrovie Sncf né la Ratp – che gestisce la rete nella regione Ile-de-France – hanno assunto decisioni.
MACRON: ANGOSCE STUDENTI LEGITTIME, DOBBIAMO RISPOSTE
In Francia 2mila dei 3mila insegnanti di supplenza annunciati dal governo sono già stati convocati, ma il lavoro “deve continuare”, anche perché il governo “deve dare risposte concrete e chiare” alle “angosce legittime” che i giovani esprimono”, e deve farlo “entro le prossime settimane”. E’ quanto ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel corso del Consiglio dei ministri di stamani. A riferirlo, la portavoce del governo Maud Bregeon, così come informano i media locali. Macron ha anche contestato il fatto che tali “preoccupazioni vengano sfruttate politicamente e trasformate in violenza urbana con scene inaccettabili sotto ogni punto di vista”. Poi ha esortato il suo governo a tenere conto delle priorità indicate dal movimento studentesco, che resta mobilitato nell’Esagono dal mese scorso e sta preparando un’altra manifestazione per sabato 17 ottobre: la ristrutturazione degli edifici scolastici, che per Macron “è una delle principali richieste” emerse dalla piattaforma lanciata dal ministero dell’Istruzione per raccogliere proposte e istanze, poi la riorganizzazione degli orari delle lezioni, ritenuti troppo fitti e caotici, e infine il sistema di ammissione alle università – il Parcoursur – di cui il movimento chiede l’abolizione: “Molto è stato fatto in passato”, ha detto il capo dell’Eliseo, “ma c’è ancora del lavoro da fare, delle riflessioni da condurre”. Infine, Macron ha chiesto di “proteggere gli insegnanti” e di “intraprendere azioni legali quando necessario”.
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