sabato, 17 Ottobre 26

Trump in Georgia per sostenere repubblicani a elezioni metà mandato

Milano, 17 ott. (askanews) – Il presidente...

Fonteverde: clientela terme è cambiata, forte bisogno di rallenare

San Casciano dei Bagni, 16 ott. (askanews)...

Affordable Housing Act, FIMAA Italia: misure del tutto sproporzionate

AttualitàAffordable Housing Act, FIMAA Italia: misure del tutto sproporzionate

Roma, 14 ott. (askanews) – Anche se persegue obiettivi condivisibili, il Regolamento sugli alloggi a prezzi accessibili – l’Affordable Housing Act – prevede misure sproporzionate che non limitano solo le locazioni brevi, ma anche l’acquisto e l’utilizzo degli immobili. È la posizione che ha espresso FIMAA Italia-Confcommercio, intervenendo in audizione di fronte alla Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.

“Il Regolamento prevede limitazioni sulla base di criteri eccessivamente ampi e automatici – ha spiegato Alessandro Simonetto, Vicepresidente con delega al turismo, internazionalizzazione e politica economica europea. – Invece, è necessario intervenire sulle condizioni che ostacolano l’immissione sul mercato degli immobili. Le situazioni di stress abitativo richiedono infatti interventi specifici, calibrati sulle caratteristiche dei singoli territori e fondati su una concreta valutazione delle cause che determinano la mancanza di alloggi. Auspichiamo quindi che l’Italia si batta per evitare misure generalizzate e per fare modo che gli Stati membri conservino adeguati margini di intervento”.

FIMAA ha evidenziato che nel Paese si contano circa 9,5 milioni di immobili vuoti, dei quali almeno 5,5 milioni possono essere recuperati a fini abitativi. Allo stesso tempo, le locazioni brevi riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali. In alcune delle principali mete turistiche si arriva al 6%. Le locazioni brevi inoltre rispondono a una domanda che non sempre viene soddisfatta dalle strutture ricettive tradizionali. Questo aspetto assume particolare rilevanza nei piccoli Comuni, nei borghi, nelle aree interne, nelle località balneari e montane e, più in generale, nei territori caratterizzati da una forte stagionalità della domanda.

La Federazione aderente a Confcommercio ha criticato in particolare i criteri che consentono di individuare le aree in condizioni di stress abitativo. “Il Regolamento prevede un approccio uniforme per tutta l’Ue – ha sottolineato Simonetto, – senza prendere in considerazione le specificità del mercato italiano e le differenze tra grandi città, piccoli centri, aree interne e territori turistici. In questo modo, uno strumento destinato a fronteggiare specifiche situazioni di stress rischia di trasformarsi in un quadro generale di limitazione dell’utilizzo della proprietà immobiliare”.

FIMAA ha quindi indicato una serie di interventi. In particolare, ha chiesto che per individuare le aree critiche vengano inseriti un insieme di indicatori sulla disponibilità di alloggi destinati alla locazione ordinaria, l’andamento dei canoni, la presenza di immobili inutilizzati, l’andamento demografico, la pressione turistica e l’effettiva incidenza delle locazioni brevi. Inoltre, è necessario riconoscere agli Stati membri la possibilità di calibrare il rapporto tra reddito e prezzo che determina l’applicazione di restrizioni.

Infine la Federazione ha criticato fermamente la decisione di adottare un regolamento, quindi un provvedimento che ha applicazione diretta negli ordinamenti nazionali, invece di una direttiva. “In una materia del genere – ha concluso il Vicepresidente di FIMAA, – l’Unione europea dovrebbe definire obiettivi e principi comuni, lasciando però agli Stati membri adeguati margini di intervento nella definizione degli indicatori, delle soglie e delle misure concretamente applicabili, in considerazione delle specificità dei vari territori”.

Check out other tags: