ROMA – Il parlamento brasiliano ha votato un emendamento alla Costituzione che consente d’ora in poi di ridurre da 44 a un massimo di 40 ore la settimana lavorativa, che inoltre non potrà più essere di sei giorni, ma al massimo di cinque: la proposta, giunta dal governo del presidente Lula da Silva, potrebbe interessare fino a 30 milioni di lavoratori e, a due settimane dal ballottaggio per le presidenziali del 25 ottobre contro Flavio Bolsonaro, rappresenta una vittoria politica non di poco conto.L’esponente del Partito dei lavoratori ha festeggiato il successo della proposta, sostenendo che ora i cittadini “avranno più tempo per vivere, riposare, stare con la propria famiglia, vedere crescere i propri figli, prendersi cura di sé e godersi la vita”.
La manovra riguarderà in particolare i lavoratori del settore della ristorazione, alberghiero e del commercio al dettaglio, ossia non solo coloro che percepiscono i salari più bassi, ma anche quelli che, alle elezioni del primo turno, risultano aver ridotto il sostegno a Lula, rispetto a alla tornata del 2022.Il presidente uscente sta cercando dunque di recuperare voti per battere alle urne il senatore liberale Flavio Bolsonaro – e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro – che al primo turno di inizio mese si è imposto con circa il 47% dei voti, lasciando Lula al 45%.
Rappresentante dell’ala conservatrice e del mondo dell’imprenditoria, Bolsonaro Junior ha sin dall’inizio aspramente criticato la riforma sulla settimana lavorativa, per poi cambiare opinione, dopo che a maggio la proposta ha incontrato il sostegno alla Camera. Così ieri al Senato, come riferiscono fonti di stampa locali, il candidato alla presidenza ha votato a favore insieme ad altri 75 senatori del suo schieramento, sostenendo che “la maggior parte dei lavoratori è d’accordo”. Il solo a votare contro è stato l’ex vice presidente di Jair Bolsonaro, Hamilton Mourão.Nel suo programma elettorale, inoltre, Bolsonaro propone privatizzazioni e tagli alla spesa pubblica, sostenendo che le politiche sociali attuale dalla sinistra avrebbero aumentato deficit e inflazione.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it
