Milano, 16 ott. (askanews) – In Carinzia, l’Avvento del 2026 coinvolgerà anche luoghi lontani dalle grandi piazze cittadine: sentieri tra i boschi degli Alti Tauri, antiche fattorie, piccoli abitati sulle rive dei laghi. Accanto ai mercatini e ai concerti, il calendario comprende percorsi dedicati alle tradizioni natalizie, interventi artistici negli spazi pubblici e una nuova organizzazione dei trasporti regionali. Dal 1 novembre, la carta dell’ospite consentirà a chi pernotta nella regione di utilizzare gratuitamente gran parte della rete di autobus e treni. Una misura che si aggiunge all’apertura della ferrovia Koralmbahn, entrata in servizio nel 2025, e che riguarda una regione dove la conformazione del territorio ha sempre avuto un peso decisivo nei collegamenti tra le comunità.
La Carinzia occupa il versante meridionale delle Alpi austriache, al confine con Italia e Slovenia. Le grandi vallate della Drava e dei suoi affluenti separano massicci montuosi, bacini lacustri e conche abitate. A nord si innalzano gli Alti Tauri, con ambienti che passano dai boschi montani ai pascoli d’alta quota, fino ai ghiacciai. Più a sud, tra i rilievi e le pianure della Carinzia centrale, si trovano alcuni dei maggiori laghi della regione, tra cui il Worthersee, il Millstatter See e il Faaker See. Questa varietà di ambienti ha favorito forme differenti di insediamento e di uso del suolo: agricoltura e allevamento nelle valli e sui versanti, centri urbani lungo le principali vie di comunicazione, attività legate ai laghi e alla montagna.
Il paesaggio invernale degli Alti Tauri è segnato soprattutto dall’altitudine. I boschi di conifere cedono progressivamente il posto alle praterie alpine e agli ambienti rocciosi, mentre la neve modifica l’accessibilità dei sentieri e le condizioni di vita della fauna selvatica. In questi territori la frequentazione umana richiede particolare attenzione, soprattutto quando gli itinerari attraversano aree naturali sensibili. Mallnitz, ai piedi del massiccio, è uno dei centri carinziani legati al Parco nazionale degli Alti Tauri, istituito per tutelare gli ecosistemi d’alta montagna e il loro patrimonio naturale. Qui l’Avvento si svolgerà lungo un percorso di 3,5 chilometri che collega tre mercatini, letture e laboratori artigianali. Più a est, sul Katschberg, a circa 1.700 metri di altitudine, un itinerario di due chilometri partirà dal rifugio Pritzhütte. Le lanterne accompagneranno i tratti del sentiero, mentre canti natalizi e attività manuali scandiranno le giornate. L’organizzazione di appuntamenti lungo percorsi montani rende particolarmente importante il rapporto tra accessibilità, condizioni meteorologiche e tutela degli ambienti attraversati.
Anche il paesaggio agricolo entra nel calendario natalizio. Nei pressi del Faaker See, il nuovo villaggio dell’Avvento di Schonleitn sarà ospitato tra antiche fattorie, con letture, musica corale e iniziative per le famiglie. L’architettura rurale ricorda il ruolo che l’agricoltura ha avuto nella formazione degli insediamenti carinziani. I masi e gli edifici di servizio, costruiti in rapporto alle attività agricole e all’allevamento, sono parte di un territorio abitato e lavorato ben prima dello sviluppo del turismo invernale. A sud, il paesaggio cambia. I laghi della Carinzia occupano conche modellate dalle glaciazioni e costituiscono ambienti nei quali la qualità dell’acqua, la vegetazione delle rive e gli habitat acquatici richiedono una gestione attenta. Le sponde sono anche luoghi intensamente abitati e frequentati, soprattutto durante l’estate. Sul Worthersee, le celebrazioni di dicembre interesseranno Velden, Portschach e Maria Worth. A Velden tornerà la corona dell’Avvento galleggiante; a Portschach l’artigianato sarà al centro del mercatino, mentre a Maria Wörth sono previsti concerti nel santuario, sulla penisola che si protende nel lago. I collegamenti in battello raggiungeranno anche Klagenfurt.
Sul Millstotter See, a Millstatt, il collettivo artistico OchoReSotto realizzerà la “Via delle Luci”, un percorso di 2,4 chilometri con proiezioni sulle facciate e installazioni nelle piazze. Lo Schillerpark ospita il tiglio Lindarius, al quale viene attribuita un’età di circa 750 anni e che sarà coinvolto in un’iniziativa dedicata ai racconti del passato. La presenza di un albero così antico richiama anche la continuità degli spazi verdi all’interno degli abitati, dove il patrimonio vegetale convive con edifici, strade e attività quotidiane. La storia culturale della Carinzia è segnata inoltre dalla presenza delle comunità di lingua slovena, soprattutto nella parte meridionale della regione. La loro storia attraversa secoli di convivenza, trasformazioni politiche e controversie sui diritti linguistici. Nel 2010 i nomi sloveni tradizionali di campi e case della Carinzia sono stati iscritti nell’inventario austriaco del patrimonio culturale immateriale riconosciuto nell’ambito dell’Unesco. Questi nomi conservano informazioni sull’uso dei terreni, sulle attività agricole e sulle caratteristiche naturali dei luoghi. La tutela della lingua e la trasmissione di questo patrimonio coinvolgono famiglie, associazioni culturali e istituzioni educative.
Il ruolo delle associazioni emerge anche nel calendario natalizio, soprattutto attraverso la musica. A Villach i mercatini occuperanno la Nikolaiplatz, la Hauptplatz e l’area della chiesa parrocchiale. A Klagenfurt, invece, “Hafenknistern” si svolgerà al Lendhafen, lungo il canale Lendkanal, con cori, jazz, artigianato e gastronomia. Le attività si concentreranno così in uno spazio legato alla storia urbana della città, diverso dalle principali piazze commerciali. La nuova organizzazione dei trasporti regionali introduce infine un cambiamento concreto negli spostamenti invernali. Con la Koralmbahn, i collegamenti ferroviari più rapidi tra Graz e Klagenfurt richiedono circa 41 minuti, mentre il viaggio tra Vienna e la Carinzia si è ridotto a circa tre ore. Dal 1 novembre 2026, la carta dell’ospite estenderà la possibilità di utilizzare gratuitamente autobus e treni su quasi tutta la rete regionale per la durata del soggiorno. La misura riguarda una regione nella quale l’accessibilità dei piccoli centri e i collegamenti tra vallate restano questioni importanti anche al di fuori della stagione turistica.
