GENOVA – “Le sagome di Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara a testa in giù, bersagliate con uova mentre si inneggia a Tito e si grida ‘uccidere il fascista non è reato’, sono una vergogna. Una rappresentazione di odio che rivela una profonda ignoranza della storia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, commentando l’episodio avvenuto durante la manifestazione studentesca a Genova. “Questi ragazzi scelgono come riferimento Tito, un dittatore comunista il cui regime porta la responsabilità delle persecuzioni, delle foibe e delle sofferenze inflitte agli italiani del confine orientale. Prima di scandire certi slogan dovrebbero studiare la storia e conoscere le tragedie che evocano con tanta leggerezza”, aggiunge.
E prosegue: “Si attribuisce l’etichetta di fascista a chiunque non la pensi come loro, pretendendo così di legittimare l’intimidazione dell’avversario. Scimmiottano le forme più cupe della lotta politica degli anni Settanta, senza conoscere né comprendere i danni che quella stagione ha procurato: ragazzi assassinati, famiglie distrutte, un Paese attraversato dall’odio e dalla paura. La tragedia di Sergio Ramelli dovrebbe insegnare quanto possano essere devastanti la demonizzazione politica e la violenza. Esprimo piena solidarietà a Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara. Da tutte le forze politiche, a partire dalla sinistra, mi aspetto una condanna netta, senza alibi e senza minimizzazioni”.
Secondo Berrino “chi manifesta per la scuola dovrebbe rivendicare anzitutto conoscenza, rispetto e capacità di confronto. Evocare l’uccisione di chi ha idee diverse significa calpestare quei valori democratici che si pretende di difendere”, conclude Berrino. “A questi ragazzi dico una cosa semplice: tornate tra i banchi di scuola e studiate la storia. Perché inneggiare alla morte di chi la pensa diversamente non è antifascismo, è odio e ignoranza. La storia non si usa a convenienza e la violenza non diventa accettabile soltanto perché colpisce l’avversario politico”.Condanna le “intimidazioni mascherate da protesta. Gli organizzatori si assumano le proprie responsabilità” il presidente del Consiglio regionale della Liguria Stefano Balleari e dice: “La libertà di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un principio fondamentale della nostra democrazia, che deve sempre esercitarsi nel rispetto delle persone e delle istituzioni. Quanto accaduto oggi a Genova richiama episodi già verificatisi in passato, dall’occupazione del rettorato dell’Università ai fatti del 4 aprile 2025 in piazza Corvetto, quando le immagini di rappresentanti del Governo furono utilizzate come bersagli. Gli organizzatori delle manifestazioni, a partire dai collettivi studenteschi coinvolti, hanno una precisa responsabilità nel promuovere un confronto civile e nel prendere le distanze da comportamenti intimidatori. Non basta rivendicare il diritto di manifestare: occorre esercitarlo nel rispetto delle regole democratiche. La condanna di ogni forma di violenza deve essere unanime, indipendentemente dalle appartenenze politiche”.
“AMAREZZA” BUCCI PER FOTO MELONI A TESTA IN GIÙ: “TRASCESO IL LIMITE”
Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha provato “profonda amarezza” ad apprendere che sono stati portati in piazza a Genova, durante le proteste degli studenti, “manichini e immagini di figure istituzionali come il premier Giorgia Meloni e il ministro Giuseppe Valditara usati come bersaglio e mostrati a testa in giù”. E “anche i cori inneggianti al maresciallo Tito non rendono merito principalmente a un’istituzione come la scuola che ha tra i compiti prioritari quello di insegnare la storia e le tragedie che hanno coinvolto il popolo italiano”, sottolinea ancora Bucci.Il diritto a manifestare, prosegue, “deve sempre essere garantito a chiunque, così come il diritto e il dovere dei ragazzi a impegnarsi per costruire una società migliore. Detto questo, la protesta degli studenti oggi a Genova ha trasceso quel limite”. “Il rispetto per le istituzioni e per momenti drammatici del passato del nostro Paese deve essere un valore non negoziabile”, conclude.
LEGA: “PD E SINDACO CONDANNINO L’ODIO”
“Perché il Pd e il sindaco di Genova Silvia Salis non condannano mai odio e violenze e usano sempre due pesi e due misure?”. Lo dicono i consiglieri regionali della Lega in Liguria Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi, dopo quanto accaduto a Genova oggi, durante la manifestazione degli studenti. Qui sono apparse immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a testa in giù, ma si sono sentiti anche slogan “inneggianti al ‘macellaio’ Tito, responsabile con i suoi partigiani comunisti del genocidio degli italiani in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia, sventolando però le bandiere Pro-Pal per ricordare il sedicente ‘genocidio’ dei palestinesi”, puntano il dito i leghisti. “Una mattinata di odio e violenza in piazza, quella registrata stamane a Genova, che non è stata soltanto un attacco alla democrazia. E’ l’odio che spesso viene fomentato da chi non condanna questo tipo di atti inaccettabili e pericolosi”, rimarcano. Manifestare “è un diritto sacrosanto, ma travalicare i limiti e usare la violenza, in gesti e parole, non è mai un diritto. Stigmatizziamo atti e comportamenti di taluni studenti genovesi in piazza perché sono pericolosi e diseducativi. Esprimiamo massima solidarietà e sostegno alla premier Meloni e al ministro Valditara”, concludono.
(photo credit: Osa/Fb)
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