sabato, 17 Ottobre 26

Musk torna al fianco di Trump: affari, potere e 366 milioni di dollari

MondoMusk torna al fianco di Trump: affari, potere e 366 milioni di dollari

ROMA – La Medaglia nazionale della scienza, alta onorificenza americana, è solo una conferma. Sedici mesi dopo la rottura, con il post di denuncia contro Donald Trump che “compare nei dossier Epstein”, Elon Musk è di nuovo accanto al presidente.La Medaglia è forse anche un tassello. E il disegno del mosaico si intuisce grazie a un’inchiesta pubblicata questa settimana dal New York Times: l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato dall’agenzia Bloomberg in 966 miliardi di dollari, avrebbe già investito oltre 366 milioni nella campagna per le elezioni di midterm, previste il 3 novembre.

BREAKING: Elon Musk just received the National Medal of Science from President Trump in Washington, D.C. 🏅

The citation: “for engineering achievements of extraordinary ambition and scale that have pushed the frontiers of space exploration, intelligence systems, communications, and beyond, renewing American technological leadership and opening a new chapter in American manufacturing.”

🎥 @RapidResponse47

Congrats, Elon! We celebrate it at the 𝕏 Takeover at Giga Texas this Saturday, 10/10. Which of his achievements should have been on that citation?— Tesla Owners Silicon Valley (@teslaownersSV) October 8, 2026

L’obiettivo è impedire che il Senato passi sotto il controllo dei democratici ed evitare la vittoria di uno dei loro candidati, James Talarico, in Texas: lo Stato dove Musk ha concentrato la maggior parte dei suoi interessi finanziari, tra SpaceX e Tesla.Le nuove spese elettorali del miliardario non erano scontate, anche alla luce di sconfitte recenti. Musk non era ad esempio riuscito a impedire l’elezione di una candidata democratica alla Corte suprema del Wisconsin, nonostante avesse investito decine di milioni di dollari. “Per quanto riguarda le spese politiche, in futuro mi impegnerò molto meno”, aveva detto il miliardario. “Penso di aver fatto abbastanza”.Poi però ci aveva ripensato e aveva annunciato la nascita dell'”America Party”, una nuova formazione politica che avrebbe dovuto porre fine al duopolio repubblicano-democratico. Intuizione geniale, forse, ma l’iniziativa era presto svanita. Anche perché Musk, nato in Sudafrica, non potrebbe comunque candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti.

Risale sempre al 2025 il post su Trump e la vicenda Epstein. Musk annunciava “una vera bomba”, sostenendo che la presenza di Trump nei dossier fosse il motivo della loro mancata pubblicazione. Si era chiusa da poco la sua esperienza politica al fianco di Trump, alla guida del Doge, il Dipartimento per l’efficienza governativa, incaricato di tagliare la spesa pubblica.Il resto è cronaca recente. Il 29 settembre scorso Musk ha partecipato alla Casa Bianca a un vertice dedicato alla tecnologia, seduto alla sinistra di Trump. Cinque giorni prima, da grande investitore in Cina con la Tesla, aveva preso posto al tavolo d’onore durante la cena di Stato organizzata a Washington per il presidente Xi Jinping.In un servizio pubblicato oggi, il quotidiano francese Le Monde evidenzia che “Musk ha molti interessi da difendere nel settore tecnologico, nello spazio e nell’intelligenza artificiale”. Il miliardario avrebbe bisogno dei contratti pubblici nel settore aerospaziale, oltre che delle autorizzazioni per lanciare i satelliti, sviluppare le auto a guida autonoma, gestire i centri dati e conquistare il mercato delle telecomunicazioni.Ieri Musk ha alzato il sipario sulla sua Tesla “Roadster”. La supercar elettrica sfida la forza di gravità con le tecnologie di SpaceX e scatta da zero a cento chilometri orari in meno di un secondo.Per lo scontro con Trump non c’è né voglia né tempo.
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