giovedì, 30 Aprile 26

Jolanda Renga alla Camera dopo il ricatto delle foto nuda: “Denunciare è fondamentale. Non esiste vergogna in una richiesta di aiuto”

MondoJolanda Renga alla Camera dopo il ricatto delle foto nuda: “Denunciare è fondamentale. Non esiste vergogna in una richiesta di aiuto”

ROMA – Il racconto di una brutta esperienza per sensibilizzare su un tema davanti cui tanti possono sentirsi indifesi. Jolanda Renga è tornata a parlare del ricatto subito qualche settimana fa da uno sconosciuto che l’ha minacciata di pubblicare foto di lei nuda. Lo ha fatto in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio alla Camera per dare testimonianza in riferimento al filone di inchiesta sulla violenza di genere on line. La 21enne, che si è già esposta pubblicamente più volte, era accompagnata da mamma Ambra.

“Il 10 ottobre ho ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto con un prefisso americano che diceva: ‘Pubblicherò a mezzanotte le foto che ho di te nuda e dì pure ad Ambra’, mia mamma, ‘che se non riceverò 10mila euro ti rovinerò la vita’”, ha esordito Jolanda in quella che è stata quasi un’ora di audizione.

LE FOTO NON ESISTEVANO: IL PERICOLO DEI CONTENUTI CREATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Le foto non esistono, ma il terrore che potessero essere state create ad hoc con l’intelligenza artificiale è stato grande. Oggi non è difficile trovarsi davanti a “contenuti totalmente falsi, ma che appaiono autentici”. Per questo “credo che servano norme chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale, responsabilità dirette per le piattaforme che ospitano questi materiali, procedure di rimozione rapide e accessibili e un sostegno concreto alle vittime che non possono essere abbandonate”.

E Jolanda sottolinea: “Servono leggi più severe ed efficaci perché questi criminali non devono pensare che la faranno franca. Bisogna trovare e smantellare tutti i siti simili a quelli già scovati e impedire che truffe ed estorsioni vengano perpetrate con tanta facilità, protette dall’anonimato e da numeri di cellulare falsi e non tracciabili”.

LA REAZIONE DEGLI UTENTI SUI SOCIAL: “NON È QUASI MAI DI EMPATIA, ANZI SPESSO È DI SCHERNO”

La ragazza, nel suo discorso, ha ricordato cosa provato in prima persona: “In quell’istante mi sono sentita senza difese, in imbarazzo di fronte alla parola nuda, perché il mio corpo è mio e vorrei poter decidere io a chi mostrarlo, se e come, ma in quel momento ho avuto paura che anche se manipolate le foto sarebbero state pubblicate e io non avrei potuto farci niente”.

Jolanda ha confessato ancora: “Mi sono sentita esposta, vulnerabile e colpita nel punto più fragile: la mia dignità. Perché ci sono sempre due costanti che accompagnano la diffusione di queste immagini vere o manipolate: le migliaia di ricondivisioni sui social e sui gruppi, nel privato, e i giudizi terribili che scavano dentro di te come persona”. A tal proposito ha aggiunto: “La reazione pubblica, infatti, non è quasi mai di empatia, anzi spesso è di scherno, di accusa e di violenza verbale”.

JOLANDA AI COETANEI: “FONDAMENTALE DENUNCIARE, NON ESISTE VERGOGNA IN UNA RICHIESTA DI AIUTO”

In Jolanda ha, però, prevalso il coraggio: “Io ho scelto di denunciare ed espormi non per cercare visibilità o compassione, ma ho sentito il dovere di farlo per chi non ha la mia stessa sicurezza o fortuna nell’avere un rapporto sereno e sano con la propria famiglia, per chi non ha una figura di riferimento di cui si fida e per chi si sente solo e non sa come uscire da una situazione simile e magari sceglie una soluzione estrema per uscire dal problema”.

A queste persone si è rivolta: “A loro spero di trasmettere l’idea che è fondamentale denunciare perché non esiste vergogna in una richiesta di aiuto e la paura del giudizio non deve vincere”. Rivolgendosi alla Commissione, invece, ha dichiarato: “A voi chiedo la sicurezza che queste denunce non resteranno in silenzio perché il silenzio spesso si trasforma in tragedia”.

I COMMENTI SUI SOCIAL SUL RICATTO SUBITO: ATTACCHI “SCRITTI TUTTI DA PERSONE ADULTE”

Jolanda ha, poi, proseguito parlando della reazione sui social all’indomani di quanto raccontato pubblicamente: “Ho riflettuto molto sulla natura dei commenti che ho ricevuto e sono giunta alla conclusione che la mia generazione è circondata da pessimi esempi”. La 21enne ha letto alcuni dei messaggi ricevuti: “Se non avevi foto nuda, di che ti preoccupi?”, “Ma vaff, i problemi sono altri”, “Impara a non mandare foto zozze in giro e vedi che queste cose non succedono”, “Non fare le foto da zozza, poi ti penti e piangi su Instagram”. E il tenore dei commenti segue sempre questo filone. C’è anche chi si è avventurato nel bodyshaming: “Altri hanno completamente ignorato il senso della denuncia e si sono avventati sul mio aspetto fisico: ‘Mio Dio che cesso, che dentoni, ma quanto è brutta, poverina’”.

“Io sinceramente mi vergognerei a scrivere questi commenti. Non a riceverli, e nemmeno se avessi davvero inviato delle foto. Ci tengo a precisare che sono stati tutti scritti da persone adulte. Ho controllato, e quindi mi viene da chiedermi quale esempio stanno dando queste persone a me e alla mia generazione. Come si può pretendere il rispetto dai giovani, se gli adulti che ci circondano diffondono odio, sarcasmo e giudizio? Questi adulti arrabbiati che vivono in un mondo già saturo di violenza e disprezzo come possono insegnarci la gentilezza?”. Commenti come quelli ricevuti feriscono più di ogni altra cosa e “non permettono a chi soffre di chiedere aiuto”.

JOLANDA A LE IENE

Jolanda, a fine ottobre, aveva raccontato l’episodio in una puntata de Le Iene.

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