ROMA – Sciopero e corteo a Genova per la vertenza ex Ilva. “Il piano del Governo porta alla chiusura della fabbrica con la conseguenza che a Genova abbiamo mille posti di lavoro a rischio, mille famiglie che rischiano di perdere il loro sostentamento e la fine della siderurgia nella nostra città e nel Paese. Dal primo gennaio saranno in 6 mila a livello nazionale a trovarsi in cassa integrazione e dal primo di marzo chiuderanno tutti gli impianti. Chiediamo alle istituzioni locali di non stare in silenzio e di adoperarsi per contrastare la decisione del Governo e impedire la chiusura di Cornigliano”. Lo scrive sui social la Fiom.
SALIS: TROPPI FALLIMENTI, DA GOVERNO SUBITO RISPOSTE
“Sono estremamente preoccupata per lo stallo totale che si sta verificando sulla vertenza ex Ilva, con un migliaio di lavoratori e di famiglie genovesi che rischiano seriamente di perdere salario e impiego e una città e un Paese che rischiano di perdere uno dei principali asset di sviluppo economico e industriale”. Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, nel giorno dello sciopero e delle manifestazioni dei lavoratori ex Ilva. “Il governo ha fallito troppe volte nella ricerca di una soluzione efficace per il futuro dell’azienda, dei lavoratori e dell’industria di questa città e di questo Paese- sottolinea Salis- Il momento delle risposte è già arrivato da tempo e non è più procrastinabile”. I lavoratori “avevano giustamente chiesto a questa amministrazione una posizione decisa che salvaguardasse il loro impiego, lo stabilimento e uno sviluppo industriale sostenibile”, ricorda la sindaca. “Questa amministrazione, fin dai primi giorni del suo insediamento, non si è tirata indietro e ha assunto una posizione decisa, non senza criticità dal punto di vista politico, ma pensando al futuro con un atto di estrema responsabilità nei confronti dei lavoratori e dello sviluppo industriale ed economico della città”, incalza. “Ma gli annunci del governo sono stati ancora una volta disattesi: ora è il tempo delle risposte”, manda a dire la sindaca. Salis conclude ribadendo “totale vicinanza ai lavoratori di Genova e di tutti gli stabilimenti. Siamo pronti a richiamare nuovamente il governo alle sue responsabilità in tutte le sedi istituzionali e politiche”. Infine, “da sindaca non posso non appellarmi ai lavoratori affinché le comprensibili azioni di protesta restino nell’alveo del rispetto del resto della cittadinanza”, conclude.
UILM: NEL PIANO GOVERNO DAL 1 MARZO CHIUSI TUTTI STABILIMENTI
“Pensavamo che ieri ci fossero dei chiarimenti, che volessero riconsiderare le slide, ma alla fine è venuto fuori il dramma che nessuno di noi voleva ascoltare: dal 1 marzo saranno chiusi tutti gli stabilimenti, così è stato detto ieri”. Lo spiega il segretario generale Uilm Rocco Palombella in conferenza stampa insieme ai leader di Fiom e Fim, ribadendo che quello del governo è “un piano di morte”. “Il comunicato della presidenza del consiglio di ieri sera ci ha fatto male perchè si continua a fare disinformazione sulla pelle dei cittadini”, conclude.
UILM: 1 MARZO LUTTO NAZIONALE, INTERVENGANO MELONI E MATTARELLA
“Questa data va cassata, tolta di mezzo altrimenti il 1 marzo 2025 diventa giornata di lutto nazionale, speriamo ci sia un interessamento della presidenza del consiglio e di tutte le forze politiche, speriamo che sia un tema anche da presidente della Repubblica, speriamo ci sia un interessamento anche dal presidente della Repubblica”, dice il segretario generale Uilm Rocco Palombella.
FIOM: FALSITÀ DA CHIGI, FORMAZIONE PER CHIUDERE TUTTO
“Sono state comunicate delle falsità, innanzitutto il comunicato di palazzo Chigi, noi non abbiamo nè abbandonato il tavolo nè bloccato le trattative, abbiamo chiesto che la presidenza del Consiglio sospendesse il piano presunto di decarbonizzazione che in realtà è di chiusura e prendere il tempo necessario a far funzionare l’unico piano condiviso”. Lo dice il segretario generale della Fiom Michele De Palma, osservando che la questione della “formazione al posto della cassa integrazione” emersa ieri dal tavolo non cambia la situazione. “Il governo usa la formazione per non far andare a lavorare i lavoratori, la puoi chiamare cassa o formazione ma l’obiettivo è fermare gli impianti”, conclude il sindacalista.
DE PALMA: FORMAZIONE O CIG CAZZATE, URSO CI FA SCHIANTARE
“Noi non stiamo discutendo di formazione o cassa integrazione queste sono cazzate”. Così il segretario Michele De Palma. “Abbiamo detto al governo- prosegue in riferimento al tavolo di ieri- fermatevi e togliete di mano la guida al ministro Urso che rischia di portare a schiantare, Urso ha imboccato l’autostrada in senso contrario. Se c’è un tavolo a palazzo Chigi- continua- la presidente del consiglio ci convochi e noi siamo disponibili a negoziare, stamattina sono partite le iniziative di sciopero, blocco e manifestazioni, partono le assemblee anche a Taranto. Devono sapere che al punto in cui siamo faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per una questione strategica per i metalmeccanici e per il Paese”, conclude.
URSO: NESSUN AUMENTO DI CIG MA DI FORMAZIONE
“Non c’è nessun aumento di cassa integrazione ma un forte e significativo aumento della formazione”. Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sulla ex Ilva, a margine del Forum Space&Blue. Sulla vendita del gruppo Urso osserva che “si tratta di una gara internazionale” che deve tenere conto della “condizione che ha posto il Comune di Taranto nel documento approvato dal Consiglio in cui è scritto che non è consentito l’approdo della nave rigassificatrice, che occorre entro cinque anni chiudere gli altoforni e che a suo giudizio occorre eventualmente operare, verso una transizione green, con tre forni elettrici e un Dri”.
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