ROMA – Ma come fate ad aprire una barella nell’aereo? Ma su questa scrivania così bella chi si siede a scrivere? E Baracca, ditemi un po’, Francesco Baracca è stato davvero abbattuto? Eccoli i bambini, la loro fantasia che mescola storia a ipotesi a curiosità di ogni tipo, seduti attentissimi nell’hangar, nell’aeroporto militare di Ciampino, sede del 31mo stormo dell’Aeronautica Militare, e poi in fila e quasi abbracciati in gruppo nei Falcon, immaginando quel volo di cui hanno chiesto ogni dettaglio. I piloti rispondono a tutte le domande, una raffica di interrogativi, che nemmeno i giornalisti più accaniti sanno fare così bene. Perché saltellano, ridono si abbracciano, ma ascoltano le risposte in silenzio, non vogliono perdersi nemmeno una parola. È una gita di cui hanno parlato tantissimo al ritorno a casa, confermano i genitori, i bambini dell’istituto SS. sacramento di Frascati (provincia di Roma), classi quarte, accompagnati dalle maestre e seguiti passo passo dal personale della Forza Armata.
Un’attività che spesso si tiene in questo aeroporto dove voli di Stato e trasporti sanitari rendono particolarmente vicina la Forza Armata ai cittadini; le storie parlano da sole, come quella del 13enne affetto da una grave malattia, ricordata dal pilota che lo ha portato in volo e lo ha raccontato a questi piccoli studenti.Nel 2025, fa sapere il personale che segue questa specifica attività didattica, il 31 stormo ha accolto 635 alunni, 82 insegnanti, 34 classi e 17 scuole.Il personale dello stormo opera 24h su 24, 365 giorni su 365. Da gennaio a settembre sempre del 2025 il 31mo stormo ha effettuato 166 ore di volo per ragioni sanitarie, ben 53 voli salvavita, e 22 di voli umanitari che sono stati 5.
Chi di voi farà il pilota? È la domanda di rito della giornalista, e i bambini, come è nel loro inconfondibile stile, depistano e mettono in subbuglio i noiosi copioni degli adulti. Molti alzano le mani, ma nessuno si addentra nella questione: è il potere della fantasia che non ha bisogno di dettagli e vola già altrove, aldilà dell’aeroporto. C’è chi chi vuole giocare a calcio o fare la maestra, chi pensa alla ginnastica, chi non lo sa per niente ed è troppo preso ad ammirare l’elicottero gigantesco su cui viaggia il Papa e chi risponde aggrappato alle spalle dei compagni tra sorrisi e sguardi complici che lui vuole lanciarsi dal paracadute. Accade così, in modo un pò magico e dopo una giornata particolare, che si torna a casa con mille storie dentro e un pò più grandi di ieri. Di sicuro tutti affascinati dai racconti di chi salva una vita.
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