ROMA – “Gli squilibri demografici producono mutamenti, crisi negli assetti pre-esistenti e incidono sulle relazioni umane, sulla vita di comunità, sui modelli culturali, sulle aspirazioni delle cittadine e dei cittadini. La nostra società invecchia, va scritto, come è stato ricordato poc’anzi, come un successo che aumentino i tempi della vita, ma al tempo stesso non si rigenera o lo fa soltanto parzialmente. I giovani sono pochi, come mai avvenuto nella storia passata, salvo forse soltanto dopo guerre devastanti e per aree specifiche”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia celebrativa degli Stati generali della Natalità a Roma.
“Non siamo condannati al declino. Il nostro domani è nelle nostre mani. Il nostro futuro, quello delle nostre famiglie, della nostra società è parte del nostro presente. Perché il suo concretizzarsi è frutto delle scelte che compiamo oggi. È una società consapevole che sa accogliere la vita. È una società consapevole che sa cogliere la vita, sa cogliere le persone e finora una società più forte”.”La struttura, l’equilibrio demografico di un paese riflettono il progetto di vita che lo connota. Sono l’immagine della libertà dei suoi cittadini nel definirne il futuro. Sono il termometro talvolta di atteggiamenti che portano lo Stato ad assumere il suo popolo non come la base costitutiva della comunità, bensì come elemento di affermazione”. “In uno Stato democratico come la nostra Repubblica, i temi della natalità sono e si caratterizzano in altri termini come espressione alta del dovere delle strutture pubbliche di porre i cittadini nella condizione di esprimere in piena libertà la loro vocazione alla genitorialità nell’interesse del bene comune”.”Per secoli, se non per millenni, vi è stato uno stretto rapporto tra le risorse di un territorio e l’incremento della popolazione. Così come i millenari fenomeni migratori si sono nutriti fin dall’antichità di questo rapporto. Oggi appare addirittura capovolto, contraddittorio, laddove i consumi privati appaiono più alti si riscontra minore generatività. Una constatazione che induce a riflettere sui valori che possono caratterizzare i vari consorzi umani alle diverse longitudini”, dice il presidente parlando di “disallineamenti che fanno riflettere”. “Gli effetti strutturali degli squilibri sono noti su tutti i terreni, quello sociale, del sistema di welfare, quello economico e occupazionale. Sono questioni che attengono anzitutto ai beni immateriali della comunità, al suo grado di civiltà, di coesione sociale”.
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