domenica, 3 Maggio 26

Nel 2025 sono 9mila le morti lungo le rotte migratorie in tutto il mondo

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NAPOLI – Rendiamo la migrazione dignitosa e sicura per tutti. È questo l’appello lanciato dal segretario generale dell’Onu António Guterres in occasione della Giornata internazionale dei migranti che si celebra oggi, 18 dicembre, in tutto il mondo.

Guterres, nel messaggio pubblicato in vista della Giornata, sottolinea come la migrazione sia un “potente motore di progresso: sostiene le economie, connette le culture e apporta benefici sia ai Paesi di origine che a quelli di destinazione”.

Tuttavia, rileva, “quando la migrazione è mal gestita o mal rappresentata, può alimentare odio e divisione, mettendo a repentaglio la vita di persone in cerca di sicurezza e opportunità”. Infatti, dal 2014, “quasi 70mila migranti sono morti o scomparsi lungo le rotte terrestri e marittime, ma il numero reale è probabilmente molto più alto”. Già sette anni fa, ricorda il segretario generale delle Nazioni Unite, “la comunità internazionale ha adottato il Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare, un impegno per massimizzare i benefici della migrazione gestendo al contempo le sue sfide”.

Secondo Guterres, “possiamo e dobbiamo sfruttare il potere della migrazione per promuovere uno sviluppo sostenibile e costruire società più resilienti”.

Alla vigilia della Giornata, Save The Children ha diffuso un report, dal titolo Traversing danger, da cui si evince che, nonostante gli appelli a favorire una migrazione sicura, l’anno in corso è stato il più letale mai registrato, con quasi 9mila persone morte lungo le rotte migratorie in tutto il mondo. E dall’inizio del 2025 almeno 278 minori sono morti lungo le rotte, di cui 136 in mare: un bambino su due ha perso la vita a causa di annegamento, dopo essere fuggito da conflitti, fame e crisi climatiche. Il percorso più letale è proprio il Mediterraneo centrale, rotta che maggiormente interessa l’Italia, in particolare la traversata dal Nord Africa all’Europa, la più mortale per i più piccoli.

Secondo Save the Children, le crescenti misure di deterrenza sostenute dall’Ue e dai suoi Stati membri nei Paesi terzi rischiano di spingere migliaia di minori verso rotte migratorie sempre più invisibili e pericolose, esponendoli a rischi estremi come la morte, ma anche alla tratta, allo sfruttamento, alla detenzione e all’erronea identificazione come adulti. La richiesta all’Ue è, pertanto, quella di “porre fine a politiche che privilegiano il controllo delle frontiere a scapito della protezione dei minori. Bisogna intervenire con urgenza – chiede l’organizzazione – per fermare abusi, sfruttamento e ogni altra violazione dei diritti dei minori”.

In questo 2025 la Giornata si celebra per il 25esimo anno consecutivo: la ricorrenza fu istituita nel 2000, quando, il 4 dicembre, l’Assemblea generale Onu, tenendo conto del numero elevato e crescente di migranti nel mondo, ha proclamato il 18 dicembre Giornata internazionale dei migranti. Proprio in quel giorno, nel 1990, l’Assemblea aveva adottato la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Obiettivo della ricorrenza è mettere in luce il prezioso contributo di milioni di migranti in tutto il mondo, sottolineando anche il contesto di conflitti, disastri climatici e pressioni economiche che continua a spingere milioni di persone ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza o di opportunità.

Il tema scelto per il 2025 – My great story, La mia grande storia – evidenzia come la migrazione continui a plasmare economie, comunità, sviluppo globale, e rappresenti una “forza determinante del nostro secolo”. Secondo le previsioni rilanciate dall’Onu, si stima che le rimesse dei lavoratori stranieri verso i Paesi a basso e medio reddito raggiungeranno la cifra record di 685 miliardi di dollari, altro dato che evidenzia come i migranti svolgano un ruolo “fondamentale per affrontare la carenza di manodopera, promuovere l’innovazione e sostenere la stabilità demografica”.

Tuttavia, questi contributi possono essere massimizzati solo quando la migrazione è sicura, ordinata e gestita in modo responsabile. In questa Giornata, l’Oim (Organizzazione Internazionale per le migrazioni) chiede “politiche più intelligenti, una cooperazione più forte e un rinnovato impegno affinché la migrazione sia un bene per tutti”.

Perché il viaggio di ogni migrante è una storia di resilienza e possibilità, e perché quando la migrazione è gestita bene, ogni storia personale diventa parte di una storia più ampia che arricchisce le culture, rafforza lo sviluppo e porta benefici a tutti noi. Da qui il tema My great story, non solo la storia di un migrante, ma la storia condivisa di costruzione di un futuro più equo e sostenibile attraverso le migrazioni.
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