domenica, 3 Maggio 26

Caso rimborsi a Prato, Belgiorno archiviato: “Fine di un incubo, ora posso ricandidarmi”

PoliticaCaso rimborsi a Prato, Belgiorno archiviato: “Fine di un incubo, ora posso ricandidarmi”

PRATO – Si chiude a Prato il procedimento a carico dell’ex consigliere comunale di Fdi Claudio Belgiorno sul caso dei rimborsi. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della procura di archiviazione, escludendo ogni addebito in relazione a 34 mila euro di rimborsi corrisposti dal Comune al datore di lavoro di Belgiorno per le funzioni svolte da capogruppo in Consiglio.

“MESSO IN MEZZO SOLO PERCHÈ VOLEVANO FUORI”

“È finito un incubo- dichiara l’ex consigliere, parlando con la Dire- sapevo assolutamente di essere innocente, di non aver commesso niente di sbagliato e di aver lavorato sempre per le istituzioni. Sono stato messo nel mezzo solo con l’obiettivo di farmi fuori politicamente. Il dato importante è come viene archiviata questa vicenda, dopo che mi hanno passato ai raggi X con oltre 1.000 pagine di fascicolo”. Belgiorno si mostra particolarmente contento, perché l’ordinanza del giudice delle indagini preliminari ha riconosciuto la “massima infondatezza” della notizia di reato. Una formulazione che riconosce la sua totale innocenza.

LA SECONDA INDAGINE PER PRESUNTO REVENGE PORN: “TOTALMENTE ESTRANEO, CONFIDO NELLA GIUSTIZIA”

E che inevitabilmente lascia spazio a qualche retropensiero su ciò che ha dato il ‘la’ all’indagine: “L’inchiesta è stata aperta a causa di un articolo giornalistico, lo dicono le carte”, rileva. Il risvolto più saliente, tuttavia, è interamente politico: “Sicuramente questa azione contro la mia persona viene da fuoco amico”. Una matrice questa che, in realtà, non spiegherebbe a parere di Belgiorno soltanto il caso rimborsi, ormai tramontato, ma anche l’altra inchiesta in corso che lo vede co-indagato per un presunto revenge porn ai danni dell’ex collega di gruppo consiliare Tommaso Cocci: “Stiamo collegando tutti gli elementi e i punti che sono presenti anche in quest’altra vicenda per prendere le opportune strade giudiziarie nei confronti di queste persone”, avverte.

Nel frattempo Belgiorno rivendica la sua “totale estraneità” anche riguardo questo secondo fascicolo e aggiunge: “Spero vivamente che quell’indagine si chiuda al più presto, perché confido nella giustizia e nelle istituzioni, com’è stato in questo caso”. D’altra parte, l’ex capogruppo teme di essere stato vittima di una trama tesa a disarcionarlo prima delle Regionali. A quell’appuntamento si era preparato per tempo per correre nel collegio di Prato e ottenere un seggio in Consiglio regionale. “Lo scopo era di non farmi candidare alle elezioni e di non farmi vincere, perché i numeri parlano chiaro, io sarei stato eletto- sostiene- non avevo ombra di dubbio, non dovevo ricorrere a nessun metodo particolare. Con i numeri che avevo, sarei stato eletto al 100%. Ma non facendo parte di qualche gruppo strano o cerchio magico, ero scomodo”.

IL RITORNO IN POLITICA? “MI HANNO CERCATO PARTITI DI ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI”

Azzoppato dalla sovrapposizione delle due inchieste, Belgiorno è uscito spontaneamente da Fratelli d’Italia. Adesso, però, l’archiviazione gli spiana la strada a un possibile ritorno nell’agone politico: “Ci sarà un’altra conferenza stampa la prossima settimana- fa sapere- dove affronterò l’argomento. Sarà una cosa a puntate, visto che sono stato sei mesi in silenzio. Con questo provvedimento posso ricandidarmi”. E fra i partiti c’è chi si sarebbe già fatto avanti, allettato dal vasto bacino di voti personali che nel corso delle varie elezioni ha dimostrato di disporre in città. È sufficiente richiamare le 1.879 preferenze raccolte alle elezioni comunali del 2024. A Prato, dopo un lungo commissariamento, proprio a maggio si tornerà alle urne: “Non nego che partiti di entrambi gli schieramenti mi hanno cercato già da tempo- ammette Belgiorno- sapevano, d’altronde, che con questa vicenda non c’entravo niente”.
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