NAPOLI – Nella sede di Porta di Massa dell’Università degli studi di Napoli Federico II le studentesse e gli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario hanno organizzato un flash mob per protestare “contro la decisione del governo di non garantire il diritto al voto nel luogo in cui studiano per i milioni di fuorisede italiani”.
Gli attivisti del Cau hanno allestito una finta “cabina elettorale autogestita” nel cortile di Porta di Massa, esponendo cartelli per ribadire che “votare è un diritto e i diritti non si pagano” o per denunciare che “studenti-lavoratori a nero non hanno ferie”.
“Il governo Meloni – spiegano – ha deciso di respingere qualsiasi proposta per introdurre la possibilità del voto fuorisede nel luogo di studio in vista del referendum, costringendo milioni di italiani a pagare cifre esorbitanti per tornare a casa o, come in molti casi, a rinunciare al proprio diritto al voto”. “Se dovessi andare a votare a casa – dichiara un fuorisede – perderei soldi e giorni di lavoro”. Secondo gli attivisti del Cau, inoltre, “i sondaggi dicono che tra gli under 35 l’intenzione di voto si assesti per un ‘no’ al 63,4%, proprio la fascia di popolazione fuorisede per eccellenza”.
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