ROMA – “I Principi ‘fondamentali’ o ‘supremi’ della nostra Costituzione non possono essere sovvertiti”, ciò non significa che la Costituzione non possa essere modificata, “però è bene farlo con cautela e saggezza”. Inevitabile toccare la “questione referendum” per Giovanni Amoroso, presidente della Consulta, nella conferenza stampa di oggi, giovedì 26 marzo, al termine dell’illustrazione della Relazione sull’attività della Corte costituzionale relativa all’anno 2025.
“PER AFFRONTARE LA COSTITUZIONE SERVE DIALOGO E SPIRITO DI CONFRONTO”
In oltre un’ora e mezzo di confronto con i giornalisti, il presidente della Corte chiamata a garantire che le leggi non contrastino con i principi costituzionali ha risposto alle loro domande, a pochi giorni dal referendum costituzionale che ha stroncato la riforma della giustizia promossa da governo e maggioranza. E a chi gli fa notare che tre referendum costituzionali su cinque finora sono stati bocciati, dà una sua spiegazione che suona un po’ come un monito per chi volesse riprovarci. Ovvero: “tutte le riforme costituzionali devono essere necessariamente concertate. C’è stata la riforma del Titolo V che non vide accordo, ma il referendum confermò la riforma del regionalismo, anche la riduzione dei parlamentari aveva visto un dibattito e il referendum fu favorevole: il confronto e il dialogo sono l’essenza della materia costituzionale”. La Costituzione, ha ricordato Amoroso, “nasce su un consenso ampiamente diffuso nell’Assemblea costituente, e sarebbe bene che la materia costituzionale fosse affrontata con spirito di confronto, dialogo e concertazione proprio perché si tratta del livello apicale della legislazione. La Costituzione può essere modificata, però è bene farlo con cautela e saggezza”.
“I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE NON POSSONO ESSERE SOVVERTITI”
Punto imprescindibile resta però il rispetto dei principi fondamentali della Carta Costituzionale. “Con riferimento alle leggi di revisione della Costituzione e in particolare all’inserimento in Costituzione del principio del giusto processo e della tutela dell’ambiente, la Corte (sentenza n. 125), in linea di continuità con la propria giurisprudenza, ha ribadito l’esistenza di principi ‘fondamentali’ o ‘supremi’ della nostra Costituzione, che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali”. Lo ha detto il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso illustrando la Relazione sull’attività della Corte costituzionale relativa all’anno 2025.
“REFERENDUM, L’ALTA AFFLUENZA SEGNO DI SENSIBILITÀ DIFFUSA PER LA COSTITUZIONE”
“Sul referendum è evidente che è stato accolto con sentimenti diversi da chi l’ha proposto e da chi invece si è opposto alla conferma della delibera di legge costituzionale. Quello che c’è di positivo è l’affluenza che è stata maggiore del previsto, e sta a significare che quando viene in gioco quello che è il patto fondativo dell’ordinamento c’è una sensibilità diffusa”. Lo ha detto il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, nella conferenza stampa al termine dell’illustrazione della Relazione sull’attività della Corte costituzionale relativa all’anno 2025.
“QUALCOSA SI È SPEZZATO, ORA RIANNODARE I FILI”
“Ora ci sono un po’ da riannodare i fili di qualcosa che forse si è spezzato durante la campagna referendaria”. Lo ha detto poi il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, guardando al post-referendum come una fase costruttiva. Per Amoroso infatti “è stata una campagna vivace e certe volte ha avuto anche toni eccedenti rispetto all’oggetto e al contenuto del referendum”, anche se “questa divaricazione è normale quando l’elettorato è chiamato a esprimersi in modo molto netto”.
REFERENDUM. AMOROSO: “ORA AL LAVORO, I PROBLEMI NELLA GIUSTIZIA CI SONO E VANNO RISOLTI”
“Ora bisogna mettersi al lavoro, perché i problemi della giustizia ci sono e richiedono delle risposte”. Lo ha detto il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso nella conferenza stampa al termine dell’illustrazione della Relazione sull’attività della Corte costituzionale relativa all’anno 2025.
REFERENDUM. AMOROSO: “FARE COME NEL ’46, DIVISI MA POI UNITI PER RISOLVERE PROBLEMI”
“Dopo il referendum istituzionale del 1946 ci fu un compattamento, un comune sentire su cui venne fondato l’ordinamento della Repubblica. Una grande divaricazione, però poi i problemi ben maggiori e gravi vennero affrontati in un clima di coesione e convergenza tra le varie forze politiche. Credo che oggi debba farsi qualcosa di simile – fortunatamente senza quegli aspetti tragici e quelle dimensioni del ’46 – perché i problemi ci sono, come la rapidità della giustizia: una giustizia che arriva tardi è già di per se stessa un’ingiustizia”. Lo ha detto il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell’illustrazione della Relazione sull’attività della Corte costituzionale 2025.
REFERENDUM. AMOROSO: “ABOLIRE IL QUORUM NEGLI ABROGATIVI? NO, È NECESSARIO”
“Abolire il quorum nei referendum abrogativi per favorire la partecipazione al voto, come in quelli costituzionali? In questi ultimi è logico che non ci sia il quorum, fa parte della rigidità della nostra Costituzione: l’astensionismo non si giustifica perché i titolari dell’elettorato attivo sono chiamati a confermare una delibera di legge costituzionale. Quello abrogativo invece si inserisce come legislazione negativa a un livello di normativa ordinaria, è un istituto che non tutti gli ordinamenti hanno e qui il quorum è necessario perché le posizioni non sono soltanto a favore o contro la proposta, ma c’è anche chi può ritenere legittimamente che quella materia deve essere trattata dal Parlamento e non è idoneo a una consultazione referendaria per il carattere tecnico o la sua complessità. Lì l’astensionismo ha spiegazione e giustificazione”. Lo ha detto il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso nella conferenza stampa al termine dell’illustrazione della Relazione sull’attività della Corte costituzionale relativa all’anno 2025. “Non credo che togliere il quorum” possa essere una soluzione, ha chiosato Amoroso.
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