ROMA – La culinaria applicata alla politica. “La moglie e la trippa” è la tattica che muove Futuro Nazionale di Roberto Vannacci in Parlamento. Buongustai più che incursori. Il generale la spiega a margine dell’inaugurazione della sede romana del partito, a due passi dal Parlamento e nello stesso palazzo di quella di Forza Italia. Al suo fianco ci sono Sasso, Ziello e Pozzolo: a loro toccherà applicare le indicazioni del presidente a Montecitorio. Agiranno secondo la trippa, il classico secondo piatto della cucina romana fatto con le frattaglie dello stomaco del bovino.
Gli domandano cosa voterà Futuro Nazionale sul decreto bollette e lui parte domandando a un cronista: “Vorrei chiarire a tutti quanti cosa vuol dire la fiducia e cosa vuol dire esprimersi nel merito del provvedimento. La fiducia è come il credito dato alla moglie, anche se cucina un piatto che non ci non piace, la trippa per esempio. Non è che se una moglie cucina la trippa poi si divorzia, le si dà comunque credito e fiducia. Poi nel merito ci si esprime non mangiando la trippa e dicendo alla moglie di non farla più. Quindi il votare o meno la fiducia non vuol dire esprimersi sul provvedimento; è il voto sul provvedimento che chiarisce la posizione di Futuro Nazionale”.
Vannacci ricorda che il partito si è già mosso così sul decreto per le armi all’Ucraina e conclude: “Ricordate la moglie e la trippa, così non confondete fiducia e merito del provvedimento”.
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